Dopo la “Grexit” un altro spettro è pronto ad aggirarsi sui mercati finanziari: la “Brexit“, l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea a cui appartiene da più di quarant’anni. Mancano infatti meno di tre settimane alle elezioni parlamentari britanniche. Il voto del prossimo 7 maggio potrebbe avere conseguenze importanti per la tenuta del progetto europeo. Messo sotto pressione dall’ala destra del suo partito e dai successi dell’UKIP, la formazione politica nazionalista di Nigel Farage, il premier David Cameron ha promesso infatti che, in caso di vittoria del suo partito, si terrà un referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea entro la fine del 2017. I conservatori faranno campagna per il “sì”, sostiene Cameron, ma solo se Bruxelles farà importanti concessioni che salvaguardino “gli interessi britannici”.

L’esito del voto è intanto molto incerto. I sondaggi rilevano Labour e Tory praticamente appaiati intorno al 33-34%, con proiezioni sui seggi che evidenziano l’impossibilità per i due principali partiti britannici di raggiungere una maggioranza autonoma. Neppure un’alleanza con i Liberal Democratici, in caduta libera nel gradimento degli elettori, basterà probabilmente per formare un nuovo governo. Molti osservatori scommettono su una coalizione a tre, una situazione difficile e piuttosto inusuale per il Regno Unito.

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