Ule (Unione Lavoratori Europei) ha organizzato in grande stile gli Stati Generali 2018 a Palazzo Gazzoli, nel centro storico di Terni. Il tema, fortemente d’attualità, ‘Il sindacato nell’era digitale’. Relatori di valore nazionale e internazionale, esperti del settore attenti e pronti anche al dibattito. Dopo i saluti di rito dell’Amministrazione comunale – in vece del Sindaco, c’era l’assessore al Welfare Marco Celestino Cecconi – “Terni è una città che perde costantemente, da qualche anno, residenti. Una conseguenza della diminuzione della capacità di sostentamento, che ha portato a perdere giovani, reddito pro-capite. L’Ule (Unione Lavoratori Europei) vuole riportare in città centri di aggregazione”.

Il segretario nazionale Fabrizio De Santis ha voluto ricordare che “in un anno abbiamo portato il nostro messaggio nelle sedi regionali, dalla Val d’Aosta alla Sicilia. In dodici mesi siamo diventati un ente di grande livello. Il perché di tutto ciò? Perché abbiamo creato rapporti di amicizia tra i responsabili regionali. Porteremo qui a Terni l’intera assistenza fiscale”.

 

Ad aprire la serie di interventi il digital coach Andrea De Candia: “Voglio rimarcare l’importanza di Messenger, un app che viene installata in automatico su tutti i dispositivi mobili. Un app dal potenziale enorme, che può arrivare a due miliardi di persone. Possiamo comunicare a chi vogliamo quello che vogliamo e quando vogliamo. La percentuale di apertura di un messaggio su Messenger è del 90%. E ciò che viene raccolto può essere incasellato in database che a un’azienda risulta poi utilissimo. Senza contare che eliminiamo la carta e la fila agli sportelli. Ma voglio parlarvi anche del Mobile Wallet, sempre dentro i cellulari. Qui possono venire inseriti orari, biglietti d’imbarco, buoni scontro, chiusure dei negozi. Vuoi mettere la comodità di avere tutto sul telefono?”.

 

L’importanza del digitale, della tecnologia. Come ha rimarcato il secondo relatore di giornata, il coach e formatore Alessandro Ricci. In questo caso, il discorso è scivolato sul ruolo del consulente Ule, una nuova figura professionale all’interno del sindacato: “Si va a casa del pensionato piuttosto che dell’imprenditore e si spiega che ci sono diritti nei confronti dello Stato, che magari loro non sanno di avere. Il professionista che entra nelle abitazioni è stato precedentemente formato dallo staff Ule. Lo scopo è far sì che le persone contattate poi ti vengano dietro. E lo faranno sicuramente, si tessereranno”.

 

Grande attesa per il professor Francesco Petrino, docente di Diritto bancario all’università ‘La Sapienza’ di Roma, presidente di Snarp, Sindacato Antiusura, e responsabile di sovranità monetaria Auge, Accademia Universitaria Europa. Il suo intervento ha toccato il tema: “Lo strapotere delle banche e degli agenti di riscossione”. “Le imprese italiane sono vessate dal fisco e dalla burocrazia. Ma l’altro nemico sono le banche. Dunque, ci si deve difendere da queste tre entità che hanno messo l’Italia in ginocchio. Gli istituti di credito sono diventati istituti speculativi. Sapete quanto ci porta via il fisco? Il 65% di ciò che guadagniamo contro meno del 30% negli altri Paesi. E dobbiamo aggiungere le imposte indirette come l’Iva. Pagare le tasse è giusto, ma dovremmo farlo tutti e nel modo giusto”.

 

E ancora: “Equitalia in portafoglio aveva 1.250 miliardi di imposte da incassare, è riuscita a incassare solo 100 miliardi, il 10 per cento circa, in dieci anni. Le due rottamazioni sono state un flop, la pace fiscale potrebbe essere un po’ meglio. Nel frattempo, dei 1.250 miliardi che Equitalia doveva incassare, 850 non saranno più esigibili perché caduti in prescrizione. Ecco perché siamo indebitati. Dobbiamo difenderci dall’Agenzia delle Entrate: a settembre 2018 180 imprenditori italiani si sono suicidati perché non sono più riusciti a tenere aperto”. Sulle banche, il giudizio è altrettanto tranciante: “Applicano tassi usurai all’origine. La gente, che oggi viene licenziata da un momento all’altro, non ce la fa più a pagare. Come Snarp promettiamo di utilizzare la nostra equipe di esperti per vigilare su questo fenomeno. In cinque anni, siamo riusciti a far revocare cinque fallimenti richiesti dalla banche”. Applausi.

 

Poi è stata la volta di Ferdinando Caputo, responsabile Ente Nazionale per il Microcredito, che ha ricordato: “Tutti possono richiederlo, basta che abbiano la partita Iva da meno di cinque anni. Il tasso di interesse è basso, l’80 per cento lo mette proprio l’Ente per cui lavoro, le banche devono aggiungere solo il 20 per cento”.

 

Nel pomeriggio, sono intervenuti anche Claudia Piacenti, direttrice nazionale del Caf Ule, e i vari partner commerciali del sindacato. Ci sono state inoltre le presentazioni delle convenzioni e di Euroform (Ente Paritetico Bilaterale Europeo per la Formazione). Si è parlato di Formazione e Insegnamento, di Compie (Confederazione Medie e Piccole Imprese Europee), dei Circoli Italiani (il tempo libero secondo Ule). Al termine, appuntamento al prossimo mese di dicembre al Teatro Sistina di Roma per un’organizzazione sindacale che ha tanta voglia e fretta di crescere.