Continua a peggiorare la posizione dell’Italia nella classifica dei paesi più sostenibili stilata da Petercam, società di gestione belga che vanta una particolare attenzione ai temi dell’investimento responsabile. Già l’anno scorso il nostro paese aveva perso due posizioni, piazzandosi al 25° posto. Ora scivola al 26°, su un totale di 34 paesi.
L’analisi di Petercam valuta i paesi in funzione di cinque parametri: ambiente, trasparenza e valori democratici, cure sanitarie e distribuzione della ricchezza, educazione ed economia.
Con la nuova bocciatura l’Italia si conferma tra le “non eligible countries”, tra i paesi cioè nei quali non investire. A pesare sono gli effetti della crisi, che ha causato “un impoverimento generale” della popolazione e un aumento del numero di persone che vivono sotto la soglia del 50% del reddito medio. “La disoccupazione giovanile e di lunga durata, in particolare, rappresenta un vero problema”, scrivono gli analisti di Petercam.
Ma quali sono invece i paesi in testa alla classifica? Quali sono i più attraenti per un investimento responsabile e sostenibile?
Per quanto riguarda i paesi Ocse, il report colloca in testa la Danimarca, che riconquista la prima posizione dopo diversi anni. Più che ai propro meriti, tuttavia, Copenaghen deve la risalita alle cattive performance di Germania e Svezia, che perdono posizioni, pur restando nella “top ten”, a causa di una politica ambientale giudicata insufficiente. Dietro alla Danimarca si piazzano Norvegia e Svizzera. Tra i dieci migliori paesi anche Islanda, Finlandia, Gran Bretagna, Olanda e Lussemburgo.
Tra i bocciati eccellenti, Spagna, Giappone, Stati Uniti e, ultima in classifica, Turchia.
Gli analisti di Petercam hanno stilato inoltre un’altra classifica che considera, oltre alla sostenibilità dell’investimento, la tassazione. E qui “il trono della Svizzera, che vanta il livello di sostenibilità più alto rapportato alla tassazione, è inattaccabile”. Sul podio anche Australia e Irlanda, mentre l’Italia perde ancora posizioni, piazzandosi 29a.
Per il secondo anno, infine, l’analisi è stata estesa ai paesi emergenti. Qui la parte alta della classifica è occupata dall’Europa dell’Est: Polonia, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Lituania e Lettonia ottengono il giudizio migliore. Il Costa Rica, settimo, è il primo paese non europeo.

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