Oltre 53 milioni di rendite catastali accertate grazie alla regolarizzazione di quasi 70mila immobili presenti nella banca dati del catasto. Questi, in sintesi, i risultati dell’attività di controllo condotta in Emilia-Romagna dall’Agenzia delle Entrate con l’obiettivo di individuare immobili mai accatastati. L’operazione di regolarizzazione delle “case fantasma” è stata realizzata grazie all’incrocio delle mappe catastali con le immagini aeree rese disponibili dall’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), per “avvistare” così i fabbricati presenti sul territorio ma non nelle banche dati catastali. Per Ferrara gli immobili con rendita catastale presunta emersi sono 680, per una rendita di 542.865 euro. Quelli con rendita catastale definitiva sono 2683, per una rendita di 2 milioni e 460mila euro. In totale gli immobili fantasma in città sono 3363 per una rendita catastale di 3 milioni e 3625 euro. In seguito all’individuazione dell’immobile, il contribuente aveva la possibilità di regolarizzare la propria posizione; diversamente, per gli immobili mai dichiarati e non ancora regolarizzati, il decreto legge 78 del 2010 ha previsto poi, in attesa dell’accatastamento definitivo, l’attribuzione d’ufficio di una rendita presunta. Per presumere le rendite catastali e associarle ai fabbricati, l’Agenzia si è basata su precisi parametri, acquisiti anche con sopralluoghi esterni agli edifici non in regola.