La meritocrazia sembra essere diventato un concetto utopico, ma in realtà è considerata da molti l’unica via d’uscita dalla crisi economica che stiamo vivendo. Ci troviamo di fronte, infatti, a un modello economico obsoleto che sembra ormai mettere in luce tutte le sue difficoltà. È di poche settimane fa il pensiero espresso da Sauro Pellerucci, presidente di Pagine Si, secondo operatore italiano nel suo campo con più di otto milioni di copie distribuite e circa cinquantacinque mila clienti tra aziende e pmi. Secondo Pellerucci, in un’intervista rilasciata al quotidiano Il Tempo, «abbiamo la capacità di rimanere ancorati ai due capisaldi, la geniale impresa privata e la salda azienda pubblica, senza scandalizzarci dei contrastanti interessi che i due modelli assoluti proponevano. Penso che vi sia un solo modo di garantire alle nuove generazioni un futuro economicamente florido e una società che garantisca pari opportunità a tutti: il modello da perseguire deve basarsi sulla meritocrazia empirica, pragmatica, che badi solo ai risultati tangibili, che stimoli la competizione». Secondo Pellerucci questo modello è l’unico in grado di ridare respiro all’economia italiana, perché è l’unico modo per «riconoscere l’incompatibilità tra la figura imprenditoriale pura e l’ambiente ammorbato, spesso avvelenato, in cui trovano adattamento personaggi che agiscono in direzione contraria a quella che conduce al bene comune. La sostenibilità economica del nostro modello passerà proprio dalla capacità di indirizzare la selezione dei dirigenti di domani verso forme di successo che non inneggino alla sopraffazione altrui, ma che stimolino il confronto nel rispetto di regole chiare e soggette soltanto alla legge».

La necessità del merito per la nostra economia e per la nostra società viene riconosciuta da molte associazioni, aziende, categorie e dalle istituzioni. Nel 2011 il Ministero del Tesoro ha dato vita a una Fondazione per il Merito, per consentire agevolazioni economiche per gli studenti particolarmente meritevoli. Un obiettivo nobile che, purtroppo, negli anni, ha incontrato non poche difficoltà per garantire un aiuto concreto agli studenti che avevano dimostrato i loro meriti.

Dalla Sicilia, invece, è appena partito un altro progetto che mira a valorizzare il merito dei giovani che decidono di mettersi in gioco e di far vedere quello che valgono. Si tratta di un’iniziativa partita da un privato, il dottor Mimmo Costanzo, imprenditore catanese, presidente e fondatore del gruppo Cogip che, con oltre 800 dipendenti nell’ambito delle diverse controllate e un fatturato consolidato di 300 milioni di euro, rappresenta uno degli operatori più importanti a livello nazionale nei settori dei General Contractor delle Grandi infrastrutture ed è tra i players più dinamici nel settore delle energie rinnovabili. A fianco dell’imprenditore lavora la docente universitaria, Elita Schillaci, che oltre a insegnare economia all’Università di Catania, è da sempre impegnata nella promozione del merito, dell’innovazione e delle start-up.

Il progetto creato da Costanzo e Schillaci, ma che ha raccolto numerose adesioni da parte di professionisti, giornalisti e docenti, prende il nome di Fondazione del Merito e sarà presentato ufficialmente l’8 maggio alla Triennale di Milano. Secondo quanto confermato da fonti interne, «la finalità dell’iniziativa è quella di formare le nuove generazioni alla meritocrazia, facendo capire loro che non si tratta solo di un’ideale, e di mettere in evidenza quegli esempi di valore che costituiscono il tessuto connettivo del nostro Paese, quella componente che può ancora farlo crescere ed essere competitivo. Per riuscire a valorizzare il merito abbiamo coinvolto risorse umane dalle diverse vocazioni, che si sono posti come scopo quello di evidenziare i meriti nella normalità delle vite quotidiane, scoprendoli attraverso un viaggio lungo tutto il Paese».  Un viaggio che porterà a breve alla creazione di una vera e propria mappa dei talenti, o meglio di un Atlante della Meritocrazia, una piattaforma digitale in cui vengono mappate le aree di presenza del merito in Italia. Non solo. Secondo quanto riportato, «la Fondazione si adopererà ogni anno per individuare le persone più meritevoli, ovvero quelle persone che nella loro normalità quotidiana fanno bene il loro lavoro con grande passione. Si tratterà di effettuare continuamente un vero e proprio viaggio nell’Italia meno conosciuta, ma che presenta le caratteristiche migliori per rilanciare la nostra economia». La prima occasione per coinvolgere concretamente i giovani talenti si è presentata fin da subito, anche prima della presentazione ufficiale del progetto. Ogni iniziativa, idea o progetto che si propone un obiettivo così importante non può non avere un’immagine grafica chiara e d’impatto che la renda riconoscibile. Ecco perché è stato deciso di promuovere un contest creativo tra gli studenti dello Ied, l’Istituto di Design Europeo, per creare il logo dell’iniziativa. Per due mesi un gruppo multidisciplinare di studenti dello Ied dei corsi triennali di Illustrazione e Animazione, Graphic Design e Master in Graphic Design, coordinati dal graphic designer Mauro Panzeri e dallo staff Progetti Speciali Ied, hanno interpretato il concetto di merito, lavorando alla progettazione del logo della neonata Fondazione.

Il progetto non poteva partire se non mettendo subito alla prova la capacità di riconoscere talenti. Come spiega Mimmo Costanzo, “il percorso della Fondazione inizia proprio in questa direzione con un progetto in collaborazione con Ied che valorizzi il merito tra i giovani, lanciando un vero e proprio contest creativo, coinvolgendo gli studenti della scuola. Per la durata di due mesi, dato un brief iniziale, i ragazzi hanno interpretato il concetto di merito. I risultati del contest saranno presentati al pubblico il prossimo 8 maggio, presso la Triennale di Milano e nella stessa occasione il board della Fondazione sceglierà il proprio logo, assegnando il primo premio al merito”.

La Fondazione inizierà il proprio percorso ufficiale attribuendo il suo primo premio e ha deciso di essere affiancata dalla presenza di un giovanissimo ragazzo che ha dimostrato di avere un grande talento. Come spiega Costanzo “alla presentazione in Triennale, moderata da Massimo Russo, direttore di Wired e componente del board, sarà presente Federico Morello, testimonial della Fondazione per l’anno 2014-2015, nonché giovanissimo e intraprendente Digital Life Coach, nominato ad appena 18 anni ‘Young Advisor Agenda Digitale Commissione Europea’ da Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione Europea e ‘Alfiere della Repubblica’ dal presidente Giorgio Napolitano”.

Un inizio in grande stile, un’occasione per la Fondazione per farsi conoscere e per far vedere quello che potrà fare per valorizzare i giovani meritevoli in Italia che spesso fanno fatica ad affermarsi a causa di problemi burocratici, finanziari ed economici. Una proposta concreta per uscire da un modello obsoleto che troppo spesso lascia il merito al palo e che rischia di far perdere sempre più competitività al nostro Made in Italy e di arrecare così un danno enorme alla nostra economia.

( tratto da L’INDRO – News Economia – edito da L’Indro S.r.l.)


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