L’euro ha guadagnato nel 2013 sul dollaro più del 4%. La valuta europea ha beneficiato dell’attenuazione della crisi del debito e dell’aumento della tendenza al rischio sui mercati finanziari. Secondo la maggior parte degli analisti il trend del cambio EUR/USD si invertirà nel 2014. Gli esperti delle banche d’affari prevedono in media che l’euro chiuderà quest’anno a 1,28 dollari. Particolarmente pessimista sulle prospettive della moneta unica è Credit Suisse. La banca svizzera si attende che l’euro finirà il 2014 a 1,24 dollari, ovvero in calo di circa il 10% rispetto a 1,3745 dollari dello scorso 31 dicembre. Se la previsione dovesse rivelarsi esatta si tratterebbe per l’euro della peggiore performance annua dal 2005. Il pessimismo di Credit Suisse si basa sulla divergenza nelle politiche monetarie tra USA ed Europa. Mentre il rafforzamento della ripresa economica dovrebbe spingere la Fed a ridurre ulteriormente i suoi acquisti di asset, il basso tasso d’inflazione nell’Eurozona potrebbe indurre la BCE a lanciare nuovi stimoli monetari.
Anche HSBC sottolinea che il tapering può cambiare il modo in cui viene percepito il dollaro rispetto all’euro. HSBC osserva che il 2014 potrebbe essere l’anno in cui le politiche monetarie si muovono in direzioni opposte e ciò ha il potenziale di avere un significativo impatto sulla moneta unica. Gli analisti del colosso finanziario britannico vedono l’euro alla fine del 2014 a 1,28 dollari.
C’è tuttavia una voce importante fuori dal coro. Goldman Sachs si attende un ulteriore rafforzamento dell’euro nel 2014. Secondo la casa d’investimento statunitense il tapering sarebbe già da tempo scontato nella quotazione del dollaro. Goldman osserva inoltre che la Fed lascerà ancora a lungo i tassi vicino allo zero. Ciò renderebbe il biglietto verde poco attrattivo per gli investitori. Goldman prevede che l’euro quoterà alla fine di quest’anno a 1,40 dollari

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *