La sezione dell’Umbria dell’Unione nazionale consumatori ha annunciato ufficialmente la propria intenzione di tutelare i soci rimasti danneggiati dalle vicende che hanno coinvolto la Banca Popolare di Spoleto. La decisione, che potrebbe portare al ricorso all’Arbitro bancario finanziario oppure a una vera e propria class action, se i legali dell’associazione ne accerteranno i presupposti,  è scattata dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha bocciato il commissariamento e la vendita della Banca di Spoleto al Banco di Desio e dopo che gli ultimi dati del preconsuntivo 2014 hanno rimarcato la perdita di 35 milioni in cinque mesi, contro il rosso di 110 milioni dei 19 mesi precedenti relativi al periodo di amministrazione straordinaria. Ma la vicenda è ancora tutta in via di sviluppo perché la sentenza del Consiglio di Stato, che ha accolto il ricorso presentato da alcuni componenti del vecchio consiglio di amministrazione contro il decreto di commissariamento della banca, potrebbe avere pesanti ripercussioni:  i giudici hanno sancito una leggerezza nei controlli effettuati da Bankitalia che potrebbe portare anche all’annullamento di tutti gli atti successivi al commissariamento e quindi anche della vendita. Come ricostruito in un articolo de “Il Tempo”, la sentenza ha ribaltato il giudizio del Tar, che aveva respinto la richiesta di annullare il decreto del ministero dell’Economia che aveva imposto lo scioglimento degli organi di amministrazione della Popolare di Spoleto e l’amministrazione straordinaria. In pratica, Banca d’Italia non doveva dare il via libera al commissariamento della Banca Popolare di Spoleto da parte del ministero, ma doveva attendere che l’aumento di capitale per sanare il deficit patrimoniale emerso nelle ispezioni fosse realmente avviato. Una decisione che ha sottratto il controllo della Popolare dai vecchi soci e consegnato l’istituto nelle mani dell’attuale Banco di Desio. A sbagliare non sarebbe stata quindi solo Bankitalia, ma anche i tecnici del ministero dell’Economia che non avrebbero dovuto accettare acriticamente le conclusioni di via Nazionale, ma avviare una loro autonoma istruttoria.

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