Ripresa sì, anche se debole. Questa la fotografia dell’Italia con i dati sul Prodotto interno lordo, elaborati dal settore Datajournalism di Mediacom043. Solo tre regioni italiane fanno segnare ancora una diminuzione del Pil, contro una media nazionale pari all’1,5%, così suddiviso: Centro +1%, Centro-Nord +1,5%, Mezzogiorno +1,4%). Maglia nera è l’Umbria, che perde l’1%. Le Marche lasciano sul terreno lo 0,2%, il Molise lo 0,1%.

Se a Perugia e Terni la crisi e la recessione sono ancora ospiti fisse, andiamo a vedere com’è la situazione nelle altre regioni italiane. La Val d’Aosta è quella che ha avuto il maggiore incremento di Pil nel 2017 (+2,6%), 1,1% in più rispetto alla media italiana. Poi ecco nell’ordine Trentino Alto Adige (+2,5%), Lombardia (+2,2%), Calabria (+2%), Sardegna (+1,9%), Campania e Liguria (+1,8%). Alcune regioni arrivavano però da un vero e proprio crollo (in Campania, -15,2% del Pil tra il 2008 e il 2014, in Sicilia -15%, in Calabria -14,1%), dunque non è tutto oro quello che luccica.

Scorrendo ancora la graduatoria, vediamo che il Veneto nel 2017 ha visto salire il Pil dell’1,6%, il Piemonte dell’1,3%, l’Emilia Romagna dell’1,1%, il Friuli Venezia Giulia dell’1%, la Toscana dello 0,9%, il Lazio dell’1,6%, l’Abruzzo dell’1,2%, la Puglia dell’1,6%, la Basilicata dello 0,7%, la Sicilia dello 0,4%. Si vede la luce in fondo al tunnel dopo il periodo più nero della crisi, datato 2008 – 2014.

Giuseppe Castellini, direttore del settore Datajournalism di Mediacom043, commenta: “I dati sull’andamento del Pil 2017, forniti dallo Svimez, confermano che l’Umbria è l’unica regione del Centro-Nord ancora in recessione, insieme alle Marche che, tuttavia, mostrano una situazione meno pesante. La regione, a differenza di quasi tutte le altre a eccezione di Marche e Molise, non solo non si avvicina al recupero del Pil pre-crisi, ma se ne allontana anno dopo anno”.