Peggiora la recessione in Spagna, con il pil preliminare che nell’ultimo trimestre dello scorso anno ha registrato la contrazione maggiore dall’inizio della crisi, a -0,7% trimestrale, contro il -0,6% del consenso del mercato.
A livello annuale il calo è stato dell’1,8%, mentre nell’intero 2012 il pil è sceso dell’1,37%. La scorsa settimana la Banca centrale spagnola aveva stimato una contrazione dello 0,6% trimestrale e dell’1,7% annuo per gli ultimi tre mesi dello scorso anno. In tutto il 2012 l’Istituto prevedeva invece una variazione del pil del -1,3%. Secondo Newedge “il risultato è più debole del previsto” e rappresenta “la contrazione economica piú profonda dal secondo trimestre del 2009”, commenta Annalisa Piazza, market economist di Newedge. I dettagli del pil del Paese non sono disponibili, ma l’ufficio di statistica ha spiegato che lo scenario degli ultimi tre mesi del 2012 è molto simile a quello dei trimestri precedenti.  Piazza sottolinea che il debole dato di oggi funge da promemoria della crisi dell’area euro dove la domanda interna è debole e solo in parte compensata dal contributo positivo delle esportazioni. Newedge esclude che il pil dello Stato “possa presto accelerare” e prevede che questo rimarrà in territorio negativo per il 2013 mettendo a segno una variazione compresa tra -1,5% e -1,4% nel 2012.
La contrazione dell’ultimo trimestre dello scorso anno è stata causata anche dal consolidamento di bilancio portato avanti dalla Spagna. Secondo Gizem Kara, economista di Bnp Paribas, “insieme al deleverage del settore privato, l’austerità fiscale concentrata alla fine dello scorso anno è stata chiaramente il maggiore driver del calo del pil nel quarto trimestre”. Il premier spagnolo Mariano Rajoy fa sapere che il governo di Madrid presenterà a breve un pacchetto di misure di stimolo dell’economia. In Parlamento, Rajoy ha precisato che le misure includeranno aiuti alle imprese. L’iniziativa potrebbe essere avviata a febbraio e tra i provvedimenti in cantiere ci sarebbero tagli fiscali per aiutare i giovani imprenditori.
Ieri Bruxelles aveva fatto sapere di voler considerare un allentamento sui target fiscali della Spagna, concedendo più tempo al Paese per raggiungere l’obiettivo sul deficit/pil di quest’anno al 4,5%. Madrid, sotto il peso della recessione, spera che gli obiettivi di consolidamento stabiliti dall’Unione europea siano rivisti il prossimo mese, dando più spazio di manovra al governo per il rilancio della crescita.
Per il Paese il raggiungimento dei target fiscali richiesti dall’Ue è minacciato dalla continua contrazione dell’economia e dalla disoccupazione che è salita sui massimi storici al 26% nell’ultimo trimestre dello scorso anno. Bruxelles ha già previsto che Madrid non riuscirà a raggiungere gli obiettivi di bilancio di quest’anno, ma il commissario europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn ha espresso fiducia sul fatto che la Spagna possa “voltare pagina” nel 2013. (tratto da MilanoFinanza del 30 Gennaio 2013 )