Viene meno il servizio consegna COCA COLA per la provincia di Perugia affidatoagli da Nizzi SRL oltre 6 anni fa. Un’altra impresa ottiene fatturato per “promesse” di lavoro e quindi il fatturato precipita. Oier continuera’ a consegnare farmaci, per quello che rimane, viste le difficolta’ del settore. AFAS Perugia, per la quale Oier ha operato per oltre dieci anni, con l’arrivo del nuovo direttore generale che cerca economie di scala ha affidato ad altri corrieri il servizio. Da ieri, quindi il rifornimento alle farmacie AFAS è svolto da altro soggetto.  Mentre i dati ISTAT, confermano ancora una flessione dell’occupazione (a febbraio in calo all’11,6% in Italia), e la disoccupazione giovanile precipita a 37,8%, cosi’ quella dei 50enni che perdono lavoro, per la OIER e’ allarme rosso. La societa’ di consegne, recapiti e trasporti che opera da 26 anni in provincia di Perugia, nata da un’idea di  Piero Pianigiani, giornalista professionista AGI/Eni che ha cercato di creare occupazione e dare “una mano” ai tanti giovani (87 assunti nei 26 anni) che hanno avuto un contratto di lavoro stabile, e’ in sofferenza. Nel giro di poche settimane, ha perso l’85% del fatturato, principalmente per la revoca del contratto di servizio consegne in provincia di Perugia, per conto della Coca-Cola HBCI, stipulato da oltre 6 anni  con la Nizzi Srl di Terni. La Oier ha licenziato quindi  4 diretti e concluso l’operativita’ con altrettanti padroncini, che forse potranno continuare con la struttura che e’ subentrata nella gestione, la TLP srl.  “E’ stato un fulmine a ciel sereno – hanno commentato lo stesso Pianigiani e l’amministratore di Oier/Cityservice Massimo Spaggiari – lo stop del servizio dopo tanto tempo, con personale diretto e 3/5 padroncini, dalla sera alla mattina. Lo staff della Nizzi srl che coordina le attivita’, ha decretato l’impossibilita’ a proseguire nel contratto, (rinnovato solo da poco tempo la prima decade di dicembre 2012), affidandolo  ad altri, con i quali sia Nizzi che Oier collaboravano.  Nella motivazione di interruzione del rapporto, si parla di  “disservizi”,  cosa respinta in toto anche per le difficolta’ insite invece nei sistemi distributivi”. “Se dobbiamo parlare di disservizi – sottolinea Pianigiani – questi sono dovuti ad una crisi che la clientela Coca Cola sta sopportando per carenze di liquidita’ ed in secondo luogo per i comportamenti degli stessi vettori.  Abbiamo statistiche che provano le difficolta’ del mercato del beverage – ha aggiunto Pianigiani – contrazione dei consumi non e’ da oggi, con penalizzazione per il settore trasporti/consegne.  Vai dal cliente che ti rifiuta la merce perche’ non ha soldi per pagare…, ma ti prega di consegnarla il giorno dopo o dopo 2 giorni. Purtroppo di euro  ce ne sono sempre meno e quindi si cerca di tagliare nei consumi, dove i clienti Coca-Cola hanno difficolta’ a pagare in contanti la merce, perche’ gli incassi sono magri”.

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