Il calo – spiega l’INPS – va considerato in relazione al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui dette assunzioni potevano beneficiare dell’abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni. Analoghe considerazioni possono essere sviluppate per la contrazione del flusso di trasformazioni a tempo indeterminato (-35,4%).

Il lavoro precario va per la maggiore: per i contratti a tempo determinato, nei primi otto mesi del 2016, si registrano quasi 2,4 milioni di assunzioni, in aumento sia sul 2015 (+2,5%) sia sul 2014 (+5,5%); per i contratti in apprendistato si osserva una crescita del 18%. I contratti stagionali invece registrano una riduzione del 7,4%.

Nel periodo gennaio-agosto sono stati venduti 96,6 milioni di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento pari al 35,9%. Nei primi otto mesi del 2015, la crescita dell’utilizzo dei voucher era stata pari al 71,3%.

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