Potrebbe essere un Natale più salato (economicamente parlando) ma anche meno dolce (a livello gastronomico) quello che tra meno di un mese festeggeremo a casa o in famiglia. Negli ultimi mesi, infatti, l’Italia ha visto calare la produzione alimentare (-0,6% a settembre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). La tendenza preoccupa perché, solitamente, il Natale è il periodo dell’anno in cui sono più elevati i consumi alimentari da parte della popolazione italica. Che si butta a capofitto su pandori, panettoni, torroni, ma anche sui cibi per i cenoni.

 

Può darsi, però, che alla fine si decida di acquistare lo stesso i dolci tipici natalizi, magari al discount, che pure nel mese di settembre ha fatto segnare un rialzo dell’1,5% rispetto a dodici mesi prima. Naturalmente, acquistare low cost significa pure rischiare di più: dietro a ciò che a noi sembra tale e quale al prodotto di marca, in realtà ci sono ricette modificate, ingredienti di minore qualità o metodi di produzione alternativi. La spesa alimentare, non dimentichiamolo, è la principale voce di budget per le famiglie dopo l’abitazione, con un importo complessivo di 244 miliardi. Perdere il treno Natale/Capodanno sarebbe gravissimo. Non sono state fatte ancora stime su quanto spenderemo, ma la tendenza pare essere di maggiore risparmio e di un ritorno alle ricette fai-da-te, casalinghe.

La buona notizia, anche se non soprattutto per i 35 posti di lavoro mantenuti, arriva dalla ripresa della produzione da parte della Melegatti, che lotterà contro il tempo per presentare i suoi pandori proprio in vista del Natale 2018. Troveremo anche loro, quasi sicuramente, sugli scaffali di centri commerciali e supermercati. Dove, come al solito, ci sarà l’imbarazzo della scelta.

Pare invece un po’ più movimentato il mercato dei regali da fare ad amici e familiari. Il budget a famiglia sarà di 216 euro, +4% rispetto allo scorso anno. Non solo: facciamo pure meglio della spesa media europea, del 10% (197 euro a famiglia per i regali nel Vecchio Continente). L’Inghilterra comanda la classifica con 341 euro, i polacchi tirano la cinghia con appena 124 euro. In Italia, un terzo decide di acquistare i regali prima della fine di novembre, quando i prezzi sono ancora più bassi e quando ancora non ci sono lunghe file da affrontare. Pare che i ‘presenti’ più gettonati saranno tecnologia, abbigliamento, libri, prodotti di bellezza e per l’enogastronomia. In Europa, oltre il 30% della spesa natalizia viene fatta su internet.