Oltre alla restituzione del denaro versato e al pagamento delle spese legali, il Tribunale ha riconosciuto il diritto di 24 proprietari ad avere il risarcimento del danno

 

Il Tribunale di Messina ha condannato Unicredit a rimborsare a 24 proprietari di appartamenti in cooperativa le somme derivanti da un mutuo con interessi usurari. Oltre alla restituzione del denaro versato e al pagamento delle spese legali, la banca è stata anche condannata al risarcimento del danno.

In pratica la banca, oltre a non poter più chiedere alcun pagamento, dovrà restituire le somme che sono state versate dai 24 proprietari e che sono state calcolate sulla base di tassi di interesse che hanno superato le soglia dell’usura.

Secondo i calcoli dei legali di Consumatori Associati che hanno assistito i proprietari, il mutuo era stato già interamente pagato già dieci anni fa. Secondo Unicredit invece la cooperativa doveva ancora saldare 60 mila euro.

Durante l’iter giudiziario è stato accertato che Unicredit, all’epoca Cassa centrale di risparmio gestione di credito fondiario (poi Banco di Sicilia), aveva applicato dei tassi d’interesse oltre i limiti di legge. Pertanto, non solo i proprietari degli appartamenti non devono più pagare ulteriori rate, ma anzi dovranno avere un risarcimento di 40 mila euro ciascuno.

La vicenda prende avvio negli anni ’80. Nell’81 vengono erogati tre mutui nei confronti della cooperativa che li dovrà restituire in 25 anni, con tasso di interesse pari al 19,25%.

Nei vari passaggi però da Cassa di risparmio a Banco di Sicilia, fino a Unicredit oggi, il tasso viene aumentato al punto da superare i limiti di legge.

Come si legge da alcuni stralci della sentenza riportati da alcuni quotidiani locali, “il consulente del tribunale ha accertato che i tassi di interessi praticati dalla banca per il conteggio degli interessi corrispettivi, relativi ai tre mutui oggetto di controversia, risultano costantemente al di sopra dei tassi soglia rilevati ai fini della legge n. 108/96. II superamento del tasso soglia nel corso dell’esecuzione rapporto di mutuo si inquadra nell’ipotesi della cosiddetta usura sopravvenuta che comporta la nullità della clausola contrattuale”.

La vicenda tuttavia non è ancora destinata a chiudersi: nonostante il risarcimento, l’associazione dei consumatori, come dichiarato ad alcuni quotidiani locali, starebbe già “preparando altre 24 cause contro la banca perché, a causa della illegittima ipoteca, i proprietari non hanno potuto vendere le loro case che, nel frattempo, si sono svalutate. Stimiamo il danno in oltre tre milioni di euro “.

 

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