Michele Bartolini,Promotore Finanziario, ma anche educatore finanziario : infatti nel 2018 ha pubblicato un libro dal titolo: ‘Se non ti preoccupi dell’economia, lei si occuperà di te. Come capirla in 400 aforismi”. Perugino e residente a Marsciano, è un consulente che mette al primo posto il cliente o colui che lo ascolta per capire. Che sia il grande investitore di 50 e passa anni o il bambino di 7 che deve ancora imparare i termini base dell’economia e della finanza.

“Quello che faccio la considero una missione. Ogni mattina mi alzo per rendere più facile la vita economia delle persone. Sono quattro anni che faccio il divulgatore, assegno un po’ di tempo della settimana – poco – a insegnare alle elementari i rudimenti economici e finanziari. Come concilio il tutto? Creandomi degli spazi, programmandoli”. Una delle difficoltà è sicuramente passare dai termini tecnici che Michele Bartolini utilizza con i clienti a quelli più a portata di un bambino: “Sono consulente dal 2001 e ho notato, sempre, che il tecnicismo spaventa e allontana la gente. Noi abbiamo il compito di rendere facile ciò che sembra difficile, renderlo fruibile. Facendo pure esempi pratici, quotidiani. Io cerco di fare questo passaggio: dal teorico al pratico”.

Ci tiene a ricordarci: “Io vivo a Marsciano, una paese di 20 mila abitanti dove sono rimaste 1-2 grandi aziende. Tutte le altre hanno chiuso, lasciando a casa moltissime persone,che poi si sono ritrovate a non sapere cosa fare. Io sono stato bravo a capire che il mercato stava cambiando, che il mondo del lavoro stava mutando”. Così è partita l’avventura, con l’iscrizione a Economia e Commercio all’Università, dopo gli anni all’Itis “che non erano certo il mio forte”.

“All’Università ho scoperto che capire di economia ti serve per approfondire le basi per conoscere meglio il mondo che ti circonda. Oggi ai miei figli, una di 14 e uno di 7, cerco di spiegare che il loro mondo lavorativo sarà sempre più flessibile: se io ho cambiato 2-3 lavori, loro probabilmente arriveranno anche a dieci. Studiare Economia ti dà anche la possibilità di avere una visione più ampia di dove sta andando il mondo”.

Bartolini ha affrontato, da promotore e consulente, la forte crisi che dal 2008 al 2011 ha obbligato molti a chiudere o a tirare la cinghia. Difficile in quel clima convincere a investire: “E’ stato sicuramente un momento duro, tra spread e titoli di Stato ridotti quasi a carta straccia. Ma dietro ogni crisi si nasconde un’opportunità:chi avesse voluto rischiare e quindi acquistare titoli di Stato nel 2011, avrebbe ottenuto un enorme guadagno”. Il popolo italiano però “segue le mode. Quando c’è stato il boom immobiliare, tutti investivano in case. E oggi quante ne vediamo vuote… La lezione qual è? Che l’eccesso deve fare sempre un po’ paura”.

Segue soprattutto clienti privati Michele Bartolini: “Il mio lavoro parte dall’analisi del cliente. Che ha fatto, che rendimenti ha avuto, che prodotti ha acquistato, a cosa è interessato? Chi ha avuto esperienze negative, purtroppo, poi se le porta dietro per decenni”. Studiare per poi consigliare. Ecco allora il cliente al centro di tutto. Cliente che va opportunamente avvertito anche di come stia cambiando il mondo bancario: “Nei prossimi anni assisteremo a una vera e propria rivoluzione, ma già oggi vediamo che la bassa marginalità rende difficile totalizzare utili e fa sì che gli istituti bancari collochino i prodotti di investimento ai clienti soltanto per guadagnare. Il sistema bancario oggi è un malato abbastanza grave, che sta cercando di capire verso dove andare. Purtroppo, non c’è una visione a lungo termine, ma solo a breve”.

L’esperienza del libro ha colpito particolarmente Michele Bartolini: “Riguarda i temi che ho affrontato in questi anni. Sono sempre stato attratto dagli aforismi, non solo economici : trovo che possano trasformare concetti difficili in concetti più facili da capire e immagazzinare”. Concetti come quelli che spesso tv e giornali ingigantiscono: “Quando ci sono delle perdite, enfatizzano, ma quando i titoli tornano a guadagnare, l’evento non fa più notizia”.

Si torna al libro: “Io lavoro per una banca solida, ma punto anche a creare un mio brand; del resto il cliente è con me che parla. La presentazione del libro mi ha emozionato molto: eravamo al Teatro Morlacchi, con una giornalista del ‘Sole 24 Ore’ che è venuta appositamente da Milano. Indimenticabile. E poi, i primi soldi ricavati dalle vendite sono confluiti in una borsa di studio che ho creato io per l’Università. Il bando era sul titolo della pubblicazione: “Perché è attuale?” si domandava. I mille euro destinati al vincitore sono andati a un ragazzo di San Sepolcro. Questo è un progetto a cui tengo molto : coinvolgere il mondo universitario per sfatare il mito del mondo del lavoro separato da quello dello studio. Ci vogliono sempre più contatti”.

E questo è possibile,aggiungiamo noi,come Michele Bartolini dimostra, anche facendo divulgazione fin dalle scuole elementari.