“Pil in calo di 47,7 miliardi di euro; quasi 32mila imprese in meno; oltre 600mila posti di lavoro perduti; 114mila persone in cassa integrazione; quasi 2 giovani meridionali su 3 disoccupati”. E’ la fotografia degli “effetti durissimi” della crisi dal 2007 ad oggi secondo il Check Up Mezzogiorno elaborato da Confindustria e SRM-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno (centro studi collegato al gruppo Intesa Sanpaolo) sullo stato di salute dell’economia meridionale. Secondo la ricerca, “i primi mesi del 2014 confermano” questa tendenza negativa di crisi che ha toccato il “punto piu’ basso” nel 2013. “Il saldo tra imprese iscritte e cessate e’ negativo per oltre 14mila unita’. Dall’inizio dell’anno hanno infatti cessato la propria attivita’ 573 imprese meridionali al giorno, con i fallimenti in crescita del 5,7% rispetto allo stesso periodo del 2013”. Tra i pochi segnali positivi l’export che e’ “l’unica variabile il cui valore al 2013 e’ superiore (+2,4%) a quello del 2007”. Secondo Confindustria e SRM “e’ necessaria la decisa attuazione delle riforme istituzionali e strutturali”, ma “la partita decisiva per il Sud si gioca” attorno “a un pieno ed efficace impiego delle risorse della politica di coesione”.

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