Le ultime elaborazioni di FederUnacoma su dati del ministero dei Trasporti indicano che anche nei primi dieci mesi di quest’anno le immatricolazioni di trattori in Italia sono diminuite del 4,2%, con 16.410 mezzi registrati, a fronte dei 17.138 dello stesso periodo 2012. Qualche piccola inversione di tendenza è segnalata per le mietitrebbiatrici, con un +11,7% tra gennaio e ottobre. Mentre anche le altre tipologie di mezzi agricoli – trattrici con pianale di carico e rimorchi – evidenziano il segno “meno” con cali di immatricolazioni, rispettivamente, del 17,8 e del 6,2 per cento. Un mercato interno, dunque, nel complesso stagnante. Che tuttavia non ha condizionato la decisione di rientrare in Italia presa da aziende come la Bolzoni Auramo, che ha ricollocato a Piacenza la produzione di forche per carrelli elevatori, dopo averla trasferita anni addietro in Estonia, Finlandia e Spagna. O come il Gruppo padovano Maschio Gaspardo, prossimo ai 300 milioni di fatturato, con una quota d’export dell’85% e presente in Cina, India, Usa e Romania, ha da poco inaugurato un nuovo stabilimento a Portogruaro (Venezia) da oltre 50mila metri quadrati, dove a regime prevede di assumere oltre 200 nuovi lavoratori. Sette dei suoi 11 stabilimenti produttivi sono comunque in Italia. Dondi ha ampliato lo stabilimento di Bastia Umbra (Perugia). GB Group ha inaugurato una nuova sede a Nonantola (Modena). E il Gruppo Agco, anche se americano, ha trasferito la produzione di mietitrebbie Laverda, che controlla al 100%, dalla Danimarca al quartier generale della storica azienda italiana di Breganze (Vicenza). Ed altre imprese ancora stanno seguendo questa positiva tendenza.

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