L’Espresso chiude il 2012 con un crollo dell’utile netto del 64% a 21,8 milioni e ricavi in contrazione dell’8,7% a 812,7 milioni. Alla luce poi di prospettive di ulteriore deterioramento dei conti, il gruppo ha deciso di non distribuire il dividendo e destinare l’utile a riserva. Il titolo ha reagito negativamente in borsa, ampliando la perdita che intorno alle 16,30 si attesta a -2,4% in un mercato positivo. “Pesano la mancata distribuzione della cedola, che il mercato si aspettava intorno ai 4 centesimi, e l’outlook debole”, commenta un analista che parla anche di un risultato netto inferiore alle attese. In un contesto estremamente difficile, il gruppo ha chiuso l’esercizio con ricavi diffusionali in calo del 3,7% (a 261,5 milioni) a fronte di un mercato della carta stampata che – secondo stime aziendali basate su dati ADS – ha registrato nel 2012 un calo delle diffusioni (quotidiani) dell’8,7%. I ricavi pubblicitari, pari a 476,3 milioni, si sono contratti del 10,9%. Secondo i dati Nielsen, ricorda il gruppo, l’anno scorso gli investimenti pubblicitari sono scesi in Italia del 14,3%, con un progressivo peggioramento di trimestre in trimestre (-7,5% nel primo, -11,6% nel secondo, -17,7% nel terzo e -20,5% negli ultimi tre mesi). La sola carta stampata ha accusato l’anno scorso, in Italia, un calo del 17,9%.

( tratto da agenzia Reuters di mercoledì  27  febbraio 2013 )