Con l’ultima rata dell’Imu in scadenza tra poche ore si chiuderà un anno che ha visto maggiori tasse per quasi 130 miliardi. In un anno bruciato quasi il 10% della ricchezza nazionale, complice il peso del debito e l’assenza di crescita. Ci sembra che l’attuale ricetta di ispirazione ” tedesca ” sia di per sè insufficiente a farci risalire la china, nonostante l’ottimismo sparso continuamente e a piene mani da Mario Monti, che a suo merito può ascrivere il calo degli spread tra i titoli di stato italiani e tedeschi attorno al 3%. Va ricordato che tra Imu, Tares,maggiori accise sui carburanti, tasse sulle imbarcazioni, aerei ed auto di lusso, aumenti Iva, armonizzazione della tassazione sulle rendite finanziarie al 20 %( esclusi titoli di stato e buoni postali), mini patrimoniale su titoli e strumenti finanziari, Tobin tax, scudi fiscali, contributi di solidarietà,e molti altri provvedimenti, tra i quali la riforma del mercato del lavoro, il prelievo fiscale negli ultimi dodici mesi si attesta intorno ai 130 miliardi. Non ci sono più i soldi per investire. Siamo in recessione, è evidente. resisterà il sistema Italia a questa cura imposta dall’eurocrazia ? Il cambio di passo era necessario,ma l’operato di Mario Monti sembra più quello di un luterano germanico che di un cattolico la cui filosofia di vita si basa sul principio della solidarietà .

PFQ

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