Sono bastati poco meno di due anni di embargo russo per incoronare nuovi player sul mercato ortofrutticolo internazionale. Un aspetto che è stato fatto notare durante la presentazione delSecondo Rapporto Nomisma – Unaproa sulla Competitività del Settore Ortofrutticolo Nazionale  che si è tenuta mercoledì a Roma.
Denis Pantini, direttore dell’area agroalimentare di Nomisma, ha illustrato come la distribuzione dell’import russo di ortofrutta fresca sia mutata dopo l’attuazione delle controsanzioni decise daVladimir Putin. Nel 2013, il 26,1% dell’ortofrutta fresca importata da Mosca arrivava da Paesi dell’Unione Europea (l’Italia valeva l’1,9%); ora che questa quota è azzerata chi si è accaparrato questa fetta di mercato?
Nel 2015 è stata la Turchia a fare la parte del leone, incrementando di 4,2 punti la quota di import in Russia rispetto alla situazione pre embargo arrivando al 20,1%. Ma dal gennaio scorso anche Ankara è stata colpita da una serie di nuove sanzioni che hanno vietato l’esportazione di diversi prodotti ortofrutticoli verso la Federazione.
L’Ecuador ha aumentato la propria presenza nel paniere ortofrutticolo russo del 5,1%, guadagnandosi il 15,3% della torta; balzo in avanti di cinque punti anche per la Cina (ora al 12,4%), mentre l’Egitto è passato dal 3,8% al 6%, la Bielorussia è salita al 5,4% e il Marocco al 5,2%

“I nuovi player sono quelli non toccati dai divieti – ha evidenziato Pantini – il mercato dell’ortofrutta presenta forti cambiamenti che non derivano solo dai gusti dei consumatori, ma come in questo caso de elementi geopolitici che influiscono sui flussi di mercato”.

L’esperto di Nomisma ha poi parlato del caso della Bielorussia, che nel giro di un anno si è improvvisamente ritagliata un nuovo ruolo nell’export mondiale di mele. La produzione bielorussa di pomacee è circa 300mila tonnellate, eppure nel 2015 Minsk ha esportato la bellezza di 600mila tonnellate, di cui 510mila verso la Russia. Questo è stato possibile grazie a un innalzamento delle importazioni di mele, passate da appena 180mila tonnellate del 2013 alle 731mila dello scorso anno. Di queste, 208mila arrivavano dalla Polonia, ma l’embargo vieta anche l’intermediazione di prodotto europeo e infatti – nonostante tra Russia e Bielorussia non ci siano controlli doganali – sul territorio russo sono stati intercettati carichi di mele polacche trasportati da vettori bielorussi per conto di società bielorusse che sono poi finiti al macero.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *