Un numero: 3%.  Misura la contrazione della produzione in Umbria rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e riguarda tutti i settori con l’eccezione della Meccanica. E’ un dato in linea con quello registrato nell’’Italia Centrale (-2,9%) e maggiore di quello calcolato a livello nazionale (-0,7%).
Gli ultimi dati aggiornati dell’indagine di Unioncamere Umbria relativa al terzo trimestre del 2014 sulle imprese manifatturiere e commerciali, mostrano una regione nella quale la crisi non peggiora ma ha assunto i caratteri della stabilità. E dove le previsioni per il futuro sono legate, a doppio filo, alla ripresa dell’economia nazionale e quindi a una situazione di attesa, connotata da una cauta disponibilità all’ottimismo da parte degli imprenditori.
I segnali positivi arrivano dal mercato estero, con un rilevante incremento sia del fatturato (+6,9%) che degli ordinativi (+4,7%). Migliorano le settimane di produzione (12,7) e il grado di utilizzo degli impianti che nel terzo trimestre del 2014 ha raggiunto  il  90% della capacità produttiva complessiva.
Soffre ancora il settore commerciale, nel quale le vendite sono calate del 6,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Più del dato medio nazionale (5,3%) e di quello dell’Italia centrale (�6,0%). Il 71% degli imprenditori non prevede cambiamenti significativi nei prossimi mesi, a fronte di un 20% di intervistati che invece si aspetta una evoluzione positiva della situazione.
Va ancora male l’occupazione (-3% rispetto all’anno precedente). Migliora molto invece il saldo tra iscrizioni e cessazioni di imprese. Significativo perché determinato soprattutto dalle società di capitali. L’Umbria mostra anche una notevole capacità di attrarre nuove imprese dall’esterno, almeno nella forma di nuove unità locali; infatti, le aperture nella regione di unità locali di imprese non umbre sono state il 33% del totale.

LE IMPRESE MANIFATTURIERE

Il sistema produttivo regionale appare sempre pesantemente coinvolto in una fase congiunturale particolarmente difficile in cui la fase di caduta non sembra mai arrestarsi. Questa è in sintesi l’indicazione sostanziale che si può ricavare dall’esame dei risultati dell’indagine relativa al III trimestre 2014 promossa da Unioncamere Umbria su un campione di 400 aziende manifatturiere operanti in Umbria. L’ulteriore
inasprimento della fase recessiva di desume in primo luogo da una contrazione del 3% delle attività produttive nei confronti dello stesso periodo dell’anno precedente cui hanno concorso tutti i macrosettori considerati, con eccezione della meccanica, sia pure con diverse intensità delle contrazioni. Il calo complessivo dei volumi produttivi ha superato largamente quello calcolato a livello nazionale (�0,7%), mentre è risultato in linea con quello dell’Italia centrale (�2,9%) sempre rispetto all’analogo trimestre del 2013.

Produzione Nel trimestre esaminato la recessione sembra aver colpito più duramente le imprese appartenenti alla classe dimensionale 10�49 addetti con un calo del 4% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente e quelle da 2 a 9 addetti con una riduzione del 3,7%. Più contenuta la perdita delle aziende maggiori (50 addetti e oltre) che hanno registrato un calo dell’1,9%.
La riduzione quantitativa dell’attività produttiva nei confronti del terzo trimestre dell’anno precedente trova piena corrispondenza nei giudizi qualitativi formulati dagli imprenditori intervistati: circa un terzo di costoro ha infatti segnalato una diminuzione rispetto allo stesso trimestre 2013 e solo il 18% ha al contrario indicato un incremento della produzione. Il peggioramento della fase congiunturale si evince ancor meglio dalle comunicazioni relative all’andamento della produzione rispetto al trimestre precedente: in questo caso il 38% dei giudizi registrano una diminuzione e solo il 10% un aumento. Quanto alle previsioni per il IV trimestre 2014 le imprese umbre sembrano invece più vicine alla media di quelle rilevate in campo nazionale con giudizi che complessivamente prospettano una situazione di sostanziale stazionarietà.

Fatturato L’esame dei risultati relativi al fatturato totale evidenzia uno scarto ancora più marcato tra il dato regionale e quello nazionale relativamente alla variazione percentuale tra il trimestre osservato e lo stesso periodo del 2013. In Umbria il decremento calcolato è stato pari a �3,2%, di poco superiore a quello delle regioni del centro (�2,6%), mentre il dato calcolato per l’Italia è risultato molto più contenuto (�0,5%).
Anche per il fatturato sono le imprese di maggiori dimensioni a mostrare una maggiore capacità di tenuta rispetto a quelle più piccole. Anche in questo caso le indicazioni qualitative fornite dagli imprenditori intervistati vanno di pari passo con il risultato quantitativo: le segnalazioni di un calo della produzione (36%) superano nettamente quelle di aumento (20%), mentre il 43% segnala una situazione invariata.
Dalla scomposizione del fatturato tra “interno” ed “estero” si ha modo di cogliere il dato congiunturale indiscutibilmente più positivo, costituito dal volume delle vendite all’estero che anche nel terzo trimestre 2014 hanno fatto segnare un’ulteriore espansione (+2,7% rispetto al corrispondente periodo del 2013), sostanzialmente analoga a quella media nazionale (+2,8%) ma nettamente migliore del risultato del centro�Italia (�0,4%). A questo riguardo va evidenziata la differente dinamica tra le imprese maggiori (+3,2%) e quelle di più ridotte dimensioni (+1,7 per quelle da 2 a 9 addetti e +2,1% da 10 a 49). In questo caso le segnalazioni di qualità fanno emergere una nettissima prevalenza delle indicazioni di aumento (37%) su quelle di diminuzione (5%) che complessivamente sembrano migliori di quelle registrate a livello nazionale.

Ordinativi Gli ordinativi, in complesso, confermano le gravi difficoltà di questa fase congiunturale che si è acutizzata a partire dal II trimestre 2014. La contrazione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente è stata pari al 3,4%, di poco superiore al dato calcolato per l’Italia centrale (�2,3%) ma notevolmente superiore alla media calcolata per l’intero Paese (�0,7%).
I giudizi espressi dagli imprenditori intervistati mostrano una marcata superiorità delle indicazioni diminuzione sia rispetto al secondo trimestre del 2014 che rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. In analogia a questo registrato per la produzione e il fatturato anche per gli ordinativi il segno negativo caratterizza tutti i settori produttivi e tutte le classi dimensionali.
Decisamente positiva è l’evoluzione che sembra interessare gli ordinativi provenienti dall’estero: per l’Umbria viene calcolato un incremento del 2,5% rispetto al terzo trimestre 2013, un risultato migliore di quello conseguito dall’Italia centrale (+1,6%) e dal Paese Italia nel suo complesso (+2,2%). Tutti i settori di attività, comprese le attività artigianali, e tutte le classi dimensionali concorrono, sia pure in diversa misura, a generare questo risultato. Valutando questa indicazione insieme a quella del fatturato estero si comprende immediatamente come l’andamento del sistema produttivo regionale sia sempre più direttamente subordinato.
Sulla base delle risposte fornite dalle imprese incluse nel campione dell’indagine campionaria il grado di utilizzo degli impianti alla fine del terzo trimestre 2014 si è attestato al 77,6%, un dato che migliora quello dei primi due trimestri dell’anno in corso. Va rilevato come il risultato, che peraltro si presenta sostanzialmente omogeneo per le tre classi dimensionali considerate, supera in modo netto quello medio nazionale pari a 75,1%

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