Un chilo di pomodori raccolto in Puglia viene sottopagato meno di 8 centesimi al chilo che non coprono i costi di produzione e di raccolta ma alimentano una catena dello sfruttamento che occorre spezzare. E’ quanto ha denunciato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che la situazione non è molto diversa se si parla di arance o di uva, nel suo intervento al vertice nazionale sul caporalato per definire il piano di azione per il contrasto al fenomeno e al lavoro irregolare in agricoltura con i Ministri delle Politiche agricole Maurizio Martina e del Lavoro Giuliano Poletti. Occorre combattere senza tregua il becero sfruttamento che – ha sottolineato Moncalvo – colpisce spesso la componente piu’ debole dei lavoratori agricoli, con pene severe e rigorosi controlli. E su questo – ha sostenuto Moncalvo – sta lavorando l’Osservatorio sulla criminalita’ nell’agroalimentare guidato da Giancarlo Caselli che la Coldiretti ha promosso e sostenuto. Serve – ha precisato Moncalvo – una grande azione di responsabilizzazione di tutta filiera, dal campo alla tavola, per garantire che dietro tutti gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali, ci sia un percorso di qualita’ che riguarda l’ambiente, la salute ed il lavoro, con una equa distribuzione del valore. Dobbiamo impegnare le nostre forze – ha continuato Moncalvo – in una operazione di trasparenza e di emersione mettendo a punto un patto di emancipazione dell’intero settore agricolo in grado di distinguere chi oggi opera in condizioni di sfruttamento e di illegalità da chi produce in condizioni di legalità come dimostrano i 322mila immigrati, provenienti da ben 169 diverse nazioni, assunti regolarmente in agricoltura.  Con la rete del lavoro agricolo di qualita’ si avvia un importante percorso che tutela i lavoratori dalla sfruttamento e premia le imprese virtuose che – ha concluso Moncalvo – dobbiamo proseguire con serietà anche quando le luci sui drammatici casi di cronaca saranno spente.

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