Gli ultimi dati relativi al biennio 2012- 2013 sul ricorso alla pensione anticipata per attività usuranti rivela che solo un quinto dei fondi stanziati nel 2011 è stato utilizzato. I dati sono stati forniti dal sottosegretario Massimo Cassano alla commissione Lavoro della Camera.
Nel 2012 le domande di pensione per attività usuranti accolte dall’Inps sono state circa 3.500, per una spesa di 72 milioni di euro, mentre l’anno scorso gli assegni sono stati 1.600 per 79 milioni di euro di spesa. Nel 2011 erano stati stanziati, per questo tipo di pensionamento anticipato, 350 milioni di euro per il 2012 e 383 milioni a decorrere dal 2013.
Lo scarso utilizzo del ricorso alla pensione anticipata per lavori usuranti è dovuto alla procedura troppo rigida. Ad esempio per fruire dell’anticipo non è possibile presentare una dichiarazione retroattiva dell’attività svolta, ma occorre fornire la documentazione originale del periodo interessato, e non è valida nemmeno l’eventuale dichiarazione del datore di lavoro.
Rientrano tra le attività usuranti quelle svolte in miniera, quelle passate in catena di montaggio, quelle svolte di notte per almeno 64 giornate all’anno e quelle impiegate alla guida di mezzi pesanti adibiti a servizio pubblico di trasporto persone.
Per i lavoratori di questo settore il decreto Salva Italia del 2011 ha introdotto il sistema delle quote per andare anticipatamente in pensione. Nel 2012 la somma di età anagrafica e anzianità contributiva era di 96 e l’età anagrafica minima di 60 anni. Nel 2013 e 2014 la quota prevista è di 97 e tre mesi e l’età minima di 61 anni e tre mesi. Con la prossima legge di Stabilità è in studio un allargamento al settore edile della tutela pensionistica destinata ai lavori usuranti.

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