Una finanziaria per l’Australia“: sono queste le parole che ha usato Tony Abbott per convincere il paese della necessità di adottare “quelle misure necessarie ad affrontare l’emergenza budget che sta attraversando il paese. “Ci vuole uno sforzo collettivoper risanare la situazione. Qui non si parla di misure a favore dei poveri o dei ricchi, ma di un’emergenza nazionale che dobbiamo affrontare tutti insieme. “E’ giusto”, ha continuato il Premier australiano, “che le persone più benestanti -come me- contribuiscano in maniera significativa al risanamento del deficit. […] Tutti sanno che siamo in una situazione molto difficile, e talvolta per raggiungere benefici a lungo termine c’è bisogno di misure penalizzanti a breve scadenza”.Il problema è che il debito dell’Australia sta crescendo un po’ troppo in fretta, e l’esecutivo di centro destra di Abbot eletto appena un paio di mesi fa vorrebbe tornare a una situazione di surplus di bilancio il più presto possibile. Magari anche in poco più di due anni. Per farlo, però, dice di aver bisogno dell’aiuto di tutti, e in particolare della classe media e dei ricchi, le categorie “più facilmente tassabili”. Il debito australiano è in crescita secondo i parametri dell’isola, dove la soglia del 14 per cento non veniva superata dalla fine degli anni ’90, perché dal punto di vista delle altre nazioni sviluppate un livello di debito così basso è certamente invidiabile.

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