L’economia italiana in questi ultimi anni a causa della forte crisi economica globale è in recessione e la spesa alimentare in contrazione. Una delle emergenze che il settore alimentare ed agroalimentare deve affrontare è quello della “copia” del marchio Italia.  Si parla di circa di 60 Mln di euro persi a causa di agropirateria e contraffazioni nostrane. Ma è tutto il made in Italy che ne risente. Infatti, secondo i dati del Ministero dello sviluppo eocnomico, oltre  105 milioni di prodotti contraffatti e pericolosi   stati sequestrati nel 2012 dalla Guardia di Finanza, che ha consentito la  denuncia  di 10.572 ‘falsari’, di cui 248 affiliati ad organizzazioni criminali dedite alla contraffazione. In oltre 13mila interventi, la Gdfha mediamente chiuso tre fabbriche o depositi clandestini al giorno, sottraendo all’economia criminale un controvalore stimato in 2 milioni di euro.
La quantità complessiva delle merci sequestrate nel 2012 è analoga a quella dell’anno precedente. Tra i beni interessati ci sono non solo abbigliamento e moda (oltre 23 milioni), ma anche beni di consumo come articoli per la casa e per la scuola, cosmetici, farmaci, parti di ricambio (oltre 38 milioni), giocattoli (oltre 21,5 milioni) e prodotti  tecnologici (quasi 22 milioni).  Questi dati sono anche supportati e avvallati dai dati  forniti dagli uomini delle   dogane europee che affermano come nel 2011 i casi di contraffazione rilevati siano aumentati del 15%, le confische di articoli contraffatti dell’11% e il loro valore, alla vendita al dettaglio, del 14%.  In Italia, infatti,  il mercato della contraffazione vale circa 7 miliardi di euro che si traducono in minori entrate fiscali per 1,7 miliardi e una perdita di 110 mila posti di lavoro. I più colpiti sono i settori dell’abbigliamento e dell’accessorio (2,5 miliardi di euro), dei cd, dvd e del software (1,8 miliardi) e l’agroalimentare (1,1 miliardi). Il 73% dei beni sequestrati è di provenienza cinese.
Nello specifico, i prodotti contraffatti equivalgono a oltre € 200 miliardi di perdite per l’economia mondiale e si stima che tali perdite possano salire ulteriormente. Questi prodotti nuocciono all’economia europea poiché danneggiano le imprese oneste e soffocano l’innovazione. Inoltre i prodotti contraffatti fanno una concorrenza sleale ai prodotti genuini mettendo a rischio molti posti di lavoro in Europa. Dal 2010 al 2011 il volume di prodotti contraffatti confiscati dalle dogane europee è aumentato dell’11%; nel 2009 il valore delle prime dieci marche nei paesi dell’UE era pari a quasi il 9% del PIL. I prodotti di alta gamma e gli articoli di alta moda rappresentano il 54% del valore complessivo delle merci confiscate alle frontiere dell’UE; nel solo 2011, alle frontiere dell’UE sono stati confiscati 115 milioni di articoli falsi, per un valore complessivo di 1,2 miliardi di euro; quasi un terzo degli articoli confiscati dalle dogane dell’UE nel 2011 erano potenzialmente pericolosi per la salute e la sicurezza dei consumatori, cioè più del doppio rispetto al 2010; nel 2011, le autorità europee hanno confiscato 27 milioni di farmaci falsi; la posta è il metodo più usato per la spedizione di merci false ordinate on-line. È stato il metodo più utilizzato nel 63% dei casi individuati nel 2011, seguito dal trasporto aereo (22%) e dal corriere espresso (7%).

 

 

 

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