Seat Pagine Gialle non riesce a pagare nemmeno i mutui. Come è possibile ? Così concludevamo la prima puntata. Il meccanismo è semplice: acquisisci il controllo e poi ti ripaghi la spesa infilando le mani nelle casse della società.Come? Ordinando ai manager che hai nominato di deliberare la distribuzione di un maxi dividendo straordinario. L’azienda nel frattempo si sarà indebitata per soddisfare la «fame» dei soci e mandare avanti il suo normale business. Lo schema funziona se gli affari prosperano e gli utili coprono almeno gli oneri del debito. Ma alla Seat si è tirata troppo la corda.Al punto che un anno e sette mesi fa uscì un report degli analisti di Kepler secondo i quali il target price era zero, ma solo perché in Borsa non si può andare sottozero. «Anche se pensiamo- si leggeva – che l’amministratore delegato Alberto Cappellini sia un buon manager, non può fare miracoli, cosa che sfortunatamente è proprio quello di cui Seat ha bisogno» .Ora il cerino è rimasto in mano a quegli stessi che avevano acceso il fuoco: i fondi di private equity CVC, Permira e Investitori Associati ai quali fa capo il 49,5% del capitale. Hanno fatto un uso spregiudicato della leva finanziaria.Nel 2003, insieme ad altri poi usciti, misero 960 milioni cash e 2,2 miliardi prestati dalle banche per il 62% del capitale. Poi con il dividendo straordinario incassarono oltre 2 miliardi. Ora invece sono intrappolati in una Seat che ogni anno dovrebbe ripagare 250 milioni di interessi sul debito. E non ce la fa. Anche una Ferrari non andrebbe avanti se dovesse trainare un Tir.Ma i poteri forti sono alleati di Seat che grazie(ed inizia la ultima ,terza Lbo,) ancora una volta ad una “fusione tranfrontaliera” e ad una procedura di accordo con i chirografari (Bondholders)ovvero le banche ed i fondi (sempre i soliti) davanti ad un tribunale londinese ottengono la conversione di una parte dell debito(1,3 miliardi euro) in azioni di nuova emissione che consente al Trust Lighthouse , creditore ,grazie alla diluizione dell valore azionario di controllare l’88% della Seat pg con la quale per altro si fonde nell mese di agosto 2012.Seat emette 16,490 miliardi di nuove azioni a valore nominale”zero”attendendo il 22 ottobre oramai imminente per il cambio del nuovo CDA .ANCORA UNA VOLTA FONDI E MANI FORTI come Zalesky,Guido DeVivo(per 18 anni direttore generale della merchant bank Mittel spa dei Bazoli,Tassara, Zalesky,Pesenti,) Bain americana(ndr da Bain proviene Vincenzo Santelia nuovo Ad in pectore gia’ consulente nell 1997 nella prima Lbo di Seat) fondi di private Equity Americani ,australiani,lussemburghesi,lo stesso CvC Silver Nominee Ltd(fondo uscente).E gli organi di informazione non spiegano che con decorrenza 1 settembre viene conferita ad una NEw CO Seat Pagine Gialle Italia Spa tutte le cosiddette “operations”(i clienti,gli agenti,i dipendenti,i brands dell Web,della”carta” e della directory assistance) e tutti debiti restanti tra chirografari e no, pari a 1,5 miliardi di euro.Inoltre questa Seat pagine Gialle Italia ha un E/V (rapporto Enterprise /Value ) intorno all 14%pertanto cosi lontano dal soddisfare gli oblighi per le societa’ per azioni derivanti dalla LEGGE 2444( ED UN CASH FLOW ANNUO INTORNO AI 100 ML DI EURO) che costringera’ ad un pesante(quanto impensabile aumento di capitale nell’immediato) o ad una probabilissimo”spezzatino” (ma non era questo alla fine l’obiettivo dell piano di ristrutturazione ovvero pagarei debiti??)    ATTRAVERSO IL QUALE SARANNO MESSI SUL MERCATO LA”DIVISIONE WEB”(STIMATA INTORNO AI 3,5 MILIARDI DI EU,)PIU’ LA CARTA E LE RESTANTI ATTIVITA’ CHE CONSIDERATE “OLD ECONOMY” SONO A SCONTO. Quindi se dalla vendita oramai ineluttabile del Web ,rimarranno circa 2 miliardi (pagando i soli debiti bancari obligazionari e chirografari) che andranno naturalmente a “remunerare i nuovi azionisti),per il resto della Seat pagine Gialle Italia spa,i suoi dipendenti,i suoi agenti,i ckienti ed i suoi creditori e’ all momento e’ difficile non pensar male, anche perche’la prima vittima in questo momento e’ il mercato dei piccoli azionisti,rimasti in mano irreversibilmente con”carta straccia” a cui rimane la flebile speranza di intentare una class action.Il numero di costoro e’ di quasi 450 mila risparmiatori a cui pero’ bisogna aggiungere le centinaia di migliaia di posizioni aperte in questi 15 anni di ” Oligarchia di una finanza impunita ” e mai seriamente indagata per Insider Trading, false comunicazioni,aggiottaggio,elusione fiscale,violazione degli oblighi dell’Agcom ed inoltre per aggiramento delle norme inerenti monopolio,libero mercato e concorrenza.

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