Correva l’anno 1992 (precisamente il 2 giugno del ’92)e al porto di Civitavecchia era ormeggiato il panfilo Britannia di sua maestà la Regina d’Inghilterra. Non stava lì per una crociera di piacere, ma per tutt’altro. A bordo salirono personaggi della politica, della finanza e manager pubblici italiani, perché invitati da una strana organizzazione interessata alla promozione di servizi immateriali, la British Invisible. Imbarcati gli illustri ospiti il panfilo iniziò la navigazione verso l’Argentario. Durante la navigazione si tenne una riunione sul tema delle privatizzazioni. Per gli inglesi c’erano la Banca Warburg, la Barclays e i vari studi di consulenza finanziaria e legale della City. Molto attivo tra gli invitati italiani fu Mario Draghi, un nome e una garanzia, allora direttore generale del ministero del Tesoro. Per via di questa crociera di lusso, si vociferò persino di un complotto dei banchieri della City per mettere in ginocchio l’Italia e comprarsela a prezzi stracciati”. Mario Draghi ora e’ a capo della Bce,e grazie alla famosa legge che porta il suo nome sono state compiute in Italia le operazioni piu’ spregiudicate mai accadute per mano di raiders,banche ed Hedge Funds.Da allora sembrano passati tanti anni e i Colaninno,i Pelliccioli,i Tronchetti Provera oggi sono piu’attivi che mai. Grazie ad esempio a quest’ultimi (favoriti in modo indegno da governi di sinistra compiacenti,da istituzioni latitanti come Consob,BanKitalia,e da quella sinistra nemica dei Cuccia, degli Agnelli ,dei Pesenti sono partite le azioni “di distruzione dell valore” di colossi come Telecom.Il caso di Seat e ‘ emblematico per le conseguenziali LBO (leverage by out) con le quali prima nel 1997, poi nel  2001(La Bain americana di Mitt Romney,Cvc Partner ,Investitori Associati,la De Agostini,lo stesso Pelliccioli con gli amici Gian Filippo Cuneo ,Dario Cossutta (in rappresentanza inziale della Banca Commerciale italiana) ed un pool di banche tra cui Intesa San Paolo,Unicredit, usarono 1600 miliardi prestati dall sistema bancario come leva per far schizzare il titolo in borsa a 7 euro(vi ricordate il giorno 8 di febbraio 2000 quando Pelliccioli e Colanninno annunciarono la nascita dell colosso delle New Co Italiane dalla fusione di Seat spa e Telecom Italia ,chiamata Tin.it ??) Ebbene da quel giorno sono trascorsi 12 anni circa e lo stesso titolo ,naturamente Seat,inesorabilmente e’ sceso al valore attuale prossimo allo “zero”

Traballa oggi la Seat Pagine

Gialle, schiacciata da un debito di 2,7 miliardi Valeva 7 euro nel 2000, oggi meno di 2 centesimi. Ogni euro di ricavo (1,1 miliardi nel 2010) genera 0,5 euro di perdite (667 milioni). Il salvacondotto Le banche più esposte (tra cui Royal Bank of Scotland, Unicredit e Bnp Paribas) hanno appena concesso un salvacondotto all’azienda per negoziare con i bondholder la trasformazione in azioni di un prestito da 1,3 miliardi (emesso dal veicolo Lighthouse) Manovra difficile, non impossibile. Del resto la Società Elenchi Abbonati al Telefono (Seat, appunto) è con le spalle al muro. Per dare un’idea, 2,7 miliardi di indebitamento vuol dire 50 euro per ognuno dei 53 milioni di volumi (Pagine Gialle , Pagine Bianche, Tuttocittà) che ogni anno distribuisce nelle case e negli uffici degli italiani. Spesso carta inutile che si accatasta negli androni e nelle portinerie. L’idraulico una volta lo trovavi sfogliando quelle pagine, oggi vai su Internet.Quella Seat «pagine di carta» si è via via evoluta ma la prima vera scossa gliela diede dodici anni fa l’allora amministratore delegato Lorenzo Pellicioli, intuendo le potenzialità della Rete (acquisì il portale Virgilio). La nuova «mission» bastò per surfare alla grande sull’onda borsistica che premiava il «profumo» di web. Allora erano decine di migliaia i Seatpeople che provavano a far soldi con la «botta di trading» . Qualcuno è ancora incastrato.L’azienda apparteneva a una cordata con Telecom, De Agostini e altri. È con la fusione Seat-Tin.it che Telecom resta sola: i soci terzi salutano coperti d’oro. De Agostini, per esempio, aveva investito 56 miliardi di lire nel ‘ 97 e tre anni dopo esce con 3 mila miliardi (di lire) di plusvalenza. Pellicioli lascia Seat, entrata anche nella tv Tmc, nell’estate 2001 con una stock option da 86 milioni.Dieci anni dopo la metà dei ricavi viene ancora dalla voce «stampa» e il 38% dall’online. Oggi l’azienda torinese è unapiattaforma multimediale con una forte presenza sul web dove, tra l’altro, è leader nella creazione di siti Internet: 80 mila lo scorso anno. Però sul web i margini sono ridotti e occorre investire. Invece Seat, che una volta era una cash cow, è stata spolpata dal gruppo di fondi che l’ha comprata nel 2003. E ora non riesce a pagare nemmeno la rata dei mutui. Come è possibile ?

( domani la seconda puntata e scopriremo altre “ marachelle “…… )

 

 

 

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