Secondoil ministero del Lavoro nei primi nove mesi dello scorso anno si sono avuti 640 mila licenziamenti, l’11% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A fronte di 7,9 milioni di contratti attivati ne sono cessati ben 7 milioni, sia per dimissioni o pensionamento che per licenziamento o scadenza. Da rilevare  il forte calo di coloro che hanno deciso di presentare volontariamente le dimissioni, dell’8,7% rispetto ai primi nove mesi del 2011, segno che il lavoro in questi tempi  bisogna tenerselo stretto.  Pesante il 3° trimestre con 225.868 persone che hanno cessato di lavorare, in aumento dell’8,7% rispetto al pari periodo 2011. Le assunzioni relative ai tre mesi sono nella stragrande maggioranza dei casi sotto forma di contratti non stabili: su 2.462.314 rapporti di lavoro attivati solo il 17,5% è a tempo indeterminato. Queste notizie non inducono certamente all’ottimismo, anzi possono avere un effetto ancor più deprimente sui soggetti in cerca di prima occupazione.