Secondo i dati forniti dalla FAO oggi nel mondo vengono prodotte circa 23,2 milioni di tonnellate di pere (media 2009-2012), di cui circa 21,7 milioni nell’emisfero nord e circa 1,5 milioni nell’emisfero sud. 

Nell’emisfero Sud la produzione in crescita fino a quasi 1,6 milioni di tons dal 2000 al 2005, recentemente si è stabilizzata su poco oltre 1,5 milioni di tons. Nell’emisfero nord domina l’offerta dell’Asia, che raggiunge 17,5 milioni di tons di produzione media nel periodo 2009-2012. La produzione della Cina ha un’incidenza pari al 30% sul totale dell’emisfero Nord, con una media di circa 2 milioni di tons; seguono la Turchia con 400 mila tons, la Corea del Sud con 350 mila tons, l’India con 330 mila tons e il Giappone con 310 mila tons.  Oltre all’Asia, le aree a maggior produzione dell’Emisfero Nord sono l’Europa (Ue + extra Ue), con una media 2009-2012 di circa 3,1 milioni di tons, l’America del Nord (825 mila tons) e il Nord Africa (360 mila tons), dove assume una discreta importanza la produzione algerina.

La pericoltura europea

Le previsioni WAPA di inizio stagione indicavano una produzione pericola nell’Unione europea prossima a 2,3 milioni di tons, inferiore del 2% rispetto al 2013 e del 4% rispetto alla media 2009-2012.

Per quanto riguarda le varietà, la Conference domina incontrastata il panorama varietale della specie con produzioni stimate in crescita del 6% (889 mila tons) rispetto alla media 2009-2012. Negli anni più recenti sono aumentate anche le produzioni della nostra Abate Fetél e della portoghese Rocha, che quest’anno dovrebbe raggiungere 176 mila tons, mentre riportano un calo produttivo la William B.C. (-13 sulla media 2009-2012), la Kaiser (-46%) e la Blanquilla (-46%).

A livello produttivo l’Italia si pone al primo posto nella classifica europea e al secondo nel ranking mondiale. Recentemente a fronte delle frequenti variazioni di resa, la produzione media dell’Italia si pone sotto le 800.000 tons e, per il 2014, le previsioni di metà luglio esprimevano una produzione di poco oltre le 700.000 tons, in calo del 3% sul 2013. In questi giorni, l’Italia sta aggiornando queste stime che sembrano confermare i dati previsionali con l’Abate al +18-19% circa rispetto alle basse produzioni 2013, mentre per Conference, William e Kaiser potrebbe registrarsi un calo più lieve del previsto a causa dei minori rendimenti. Il prodotto italiano quest’anno si distingue per la buona qualità e le buone caratteristiche di conservazione. Da sottolineare l’importante anticipo delle raccolte che allunga i tempi di commercializzazione delle pere.

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