Un massiccio programma di incentivi pubblici – dall’esenzione dalle tasse sull’acquisto e sull’Iva all’utilizzo gratuito di autostrade, traghetti e parcheggi, dalle agevolazioni sulle polizze di Rc auto alla possibilità di accedere alle corsie riservate agli autobus – ha convertito i norvegesi alle auto elettriche. Lo riferisce il Guardian, che parla di un vero amore della Norvegia per queste auto a emissioni zero: le vendite viaggiano a un ritmo di oltre 1.200 auto al mese, e il parco totale è arrivato a 21 mila e-cars, una ogni 238 abitanti, considerando che in Norvegia (il quarto paesi più ricco del mondo, ricorda il Guardian) la popolazione è di soli 5 milioni. A titolo di paragone, in Italia, nell’intero 2013, sono state immatricolate 870 auto elettriche (dati Unrae). Due i modelli più venduti, la sportiva di lusso Tesla Model S e la famigliare Nissan Leaf, mentre Volkswagen e Bmw si stanno affrettando a lanciare in Norvegia le loro auto a batteria. Una fretta giustificata, perché il governo ha annunciato che gli incentivi saranno ritirati, o almeno riconsiderati, nel 2018 o quando saranno registrate 50 mila auto elettriche, un traguardo che, ai ritmi attuali, sarà superato nei giro di un anno e mezzo. E intanto, conclude il giornale britannico cominciano i problemi, con l’affollamento delle corsie riservate agli autobus, e crescenti difficoltà a trovare un posto libero nei punti di ricarica pubblici.

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