La farmaceutica e’ il settore in Italia con la piu’ alta propensione alla Ricerca e all’Innovazione:investe ogni anno 1,2 miliardi di euro in Ricerca e Sviluppo, ovvero il 12% degli investimenti totali dell’industria manifatturiera ed e’ il settore con la piu’ alta quota di imprese che svolgono attivita’ innovativa (81%), dato per il quale l’Italia e’ seconda in Europa solo alla Germania.
  Sono alcuni dei dati emersi durante il convegno di Farmindustria “Produzione di valore” ospitato dalla Chiesi di Parma. L’innovazione pero’ deriva da un processo lungo e costoso.
  Per mettere in commercio un nuovo medicinale sono necessari 10-15 anni di studi e ricerche, oltre 1 miliardo di euro di investimenti, ma solo una sostanza ogni 10 mila arriva sul mercato e solo 2 farmaci su 10 ammortizzano i costi. Il settore farmaceutico e’ in salute ma ci sono anche segnali negativi: il trend dell’occupazione, in calo dal 2006 di 11.500 mila addetti e gli studi clinici, diminuiti in Italia del 23% in 3 anni, piu’ che negli altri grandi Paesi europei mostrano la necessita’ di scelte urgenti per rendere piu’ attrattivo il Sistema Paese. E segnali negativi arrivano anche dagli investimenti, diminuiti nel 2012 per la prima volta in dieci anni; dai tempi per l’accesso all’innovazione che sono lunghi; dai pagamenti della P.A. in media di quasi 250 giorni, con punte di oltre 600, per un credito totale vantato dalle imprese di 4 miliardi.

 

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