Lo stato di salute delle nostre esportazioni è stato certificato dal recente rapporto “I.t.a.l.i.a.-Geografie del nuovo made in Italy” realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere e Fondazione Edison che ha messo in evidenza il fatto che 1000 prodotti nazionali sono ai primi posti nell’export mondiale. Nonostante la crisi e il pessimismo diffuso c’è ancora una Italia che riesce a competere sui mercati globali creando un attivo di ben 183 miliardi di dollari nella nostra bilancia commerciale. Nella classifica della competitività internazionale il nostro paese è preceduto solamente dalla Germania.  Quali sono i settori in cui riusciamo ancora ad eccellere? Non mancano le sorprese rispetto alla visione comune che si ha della nostra economia. Il rapporto mette in luce che la maggior parte delle eccellenze manifatturiere non provengono da settori tradizionali, come il tessile o le calzature, ma dalla meccanica, dalle tecnologie del caldo e del freddo, dalle macchine per lavorare legno e pietre ornamentali, dai fili isolati di rame e dagli strumenti per la navigazione aerea e spaziale. Settori di cui si parla poco nella cronaca di tutti i giorni e che non attirano i riflettori dei media. A queste realtà si affiancano ovviamente anche altri settori in cui il made in Italy è forte per tradizione come il design, il lusso e il food & wine.

 

Proprio sul vino l’Italia sta recuperando posizioni importanti nei confronti della Francia. Nel primo trimestre del 2013 il valore dell’export dei vini nostrani è cresciuto del 10% per un totale di 1,1 miliardi di euro. I francesi hanno chiuso il 2012 con 7,8 miliardi di esportazioni contro i 4,7 miliardi dell’Italia ma “al netto dell’export dello champagne che da solo vale 2,2 miliardi il gap si riduce a soli 624 milioni di euro” fa notare Giuseppe Martelli direttore di Assoenologi. In quattro anni il valore del vino italiano esportato ha avuto un incremento del 25%, passando da 1,75 a 2,20 euro a bottiglia. ”L’Italia del vino – aggiunge Martelli – ha tutte le potenzialità e le carte in regola per superare i cugini’ francesi perché la tendenza all’incremento delle nostre esportazioni e’ incessante”

 

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