Bocciato senza appelli, dalla Corte dei Conti, l’istituto del 5 per mille. che continua a risentire di innumerevoli inefficienze: in primo luogo l’eccessivo numero dei beneficiari, e poi ritardi nell’erogazione e scarsa trasparenza delle procedure di accesso agli elenchi degli enti destinatari.

Ad oggi sono circa 50mila i soggetti che possono accedere alla distribuzione del contributo. Fin troppi secondo i magistrati della Corte che evidenziano un’eccessiva dispersione delle risorse raccolte tramite il 5 per mille, dato che oltre 9mila beneficiari ricevono meno di 500 euro.

Ma nel mirino della Corte sono finite anche le caratteristiche della platea di quanti ricevono i contributi, non sempre in linea con lo scopo finale dell’istituto, come nel caso delle fondazioni politiche e professionali. “Molte organizzazioni, pur non avendo finalità di lucro, non producono alcun tipo di valore sociale, rivolgendosi esclusivamente ai soci o iscritti, senza rispondere a criteri di misurabilità dell’utilità sociale prodotta”.

Anche la trasparenza circa la destinazione del 5 per mille lascia alquanto a desiderare secondo la Corte. che invita a redigere “un unico elenco annuale di tutti i beneficiari, con il relativo numero di contribuenti e importo”. La situazione non migliora se si guarda ai tempi di erogazione del contributo: i ritardi sono ormai cronici a causa dell’elevato numero di amministrazioni coinvolte e dello scarso coordinamento.

(di Rosaria Barrile – tratto da www.lamiafinanza.it del 03.12.2014 n.337 )

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