Sono 5 milioni 712mila642 gli iscritti Cgil nel 2012; oltre 27 mila tesserati in più pari a un aumento dello 0,49%. Una situazione di sostanziale stabilità, quella che emerge dai dati presentati da Susanna Camusso, nonostante la crisi morda l’economia e si ripercuota sulle categorie di sindacati a più stretto contatto con settori colpiti dalla recessione.  In totale controtendenza,rispetto alle categorie dell’industria e dell’edilizia, l’andamento delle iscrizioni alla Cgil della Filcams, la categoria del commercio e dei servizi, che diventa così la prima categoria sorpassando anche la funzione pubblica. In leggero calo anche gli agricoli, con la Flai che perde lo 0,05% di iscritti, la Flc nel pubblico impiego (0,5%) e lo Spi, i pensionati della Cgil ( dello 0,04%). A livello regionale, la perdita di iscritti si concentra nelle aree del Centro-Sud: la Campania -0,12%, il Lazio -0,8%, l’Umbra -1%, la Basilicata -1,8% e la Calabria il -2,33%. “I numeri di solito sono sempre aridi ma questi dati sul nostro tesseramento sono lo spaccato delle difficoltà economiche in cui si dibatte il Paese; se in Alto Adige gli iscritti crescono del 3% in Calabria si tocca il punto più basso”, ha dichiarato Susanna  Camusso.