Mentre il Consiglio dei ministri si prepara a discutere l’aumento dell’aliquota dell’Imposta sul valore aggiunto (Iva) al 22 per cento dall’attuale 21, la Cgia di Mestre (Associazione artigiani piccole imprese) in uno studio ricorda che gli ultimi incrementi dell’imposta hanno avuto l’effetto di veder scendere, e non di poco, l’incasso per lo Stato prodotto dalla tassa.
“Il gettito Iva, tra la metà di settembre del 2011 ed il dicembre del 2012, è diminuito di 3,5 miliardi di euro”, spiega il segretario Giuseppe Bortolussi. “Certo, la situazione economica generale ha condizionato moltissimo questo esito, tuttavia anche l’incremento dell’aliquota ha sicuramente contribuito a penalizzare le entrate”.  Per Bortolussi questo deve essere un “monito” visto che “dall’inizio della crisi alla fine del 2012 il Pil nazionale è diminuito di 7 punti percentuali e la spesa delle famiglie di 5. Questa caduta di 5 punti percentuali corrisponde, in termini assoluti, ad una diminuzione media della spesa pari a circa 3.700 euro a famiglia. Se non si scongiura l’aumento dell’Iva – prosegue il segretario della Cgia – si corre il pericolo di penalizzare ulteriormente la domanda peggiorando la situazione economica delle famiglie e quella delle piccole imprese e dei lavoratori autonomi che vivono quasi esclusivamente di consumi interni”. A supporto della tesi, Bortolussi porta i più recenti dati della Banca d’Italia che nell’ultima relazione annuale “segnala che in termini pro capite la spesa è tornata ai valori del 1998: ovvero quella di 14 anni fa”.