Dal 2010 ad oggi gli enti locali hanno subìto tagli ai trasferimenti per circa 30 miliardi di euro. Gli enti locali, stretti tra tagli lineari e Patto di stabilità interno, hanno ridotto fortemente alcune voci di spesa (nell’ordine: investimenti fissi lordi, trasferimenti ad imprese, trasferimenti alle famiglie) e soprattutto aumentato le entrate, sia quelle tributarie (addizionali irpef, irap, smaltimento rifiuti, ecc.) utilizzando al massimo le possibilità di manovra offerte, sia quelle extratributarie (proventi per gestione dei servizi a domanda individuale, es. mense, oneri urbanizzazione; multe, ecc.). Parallelamente, però, a livello centrale (bilancio dello Stato) a fronte dei tagli ai trasferimenti, non si è assistito ad una riduzione del gettito, che invece ha continuato ad aumentare. Quindi i contribuenti hanno avuto un aumento di richieste tributarie sia a livello centrale che locale.Dal 2005 al 2013 le imposte sulla casa, secondo le stime di Anama Confesercenti, sono passate da 28 a 52 miliardi di euro l’anno, per un incremento del 78%. E nel 2014, gli immobili strumentali di imprese, artigiani e commercianti subiranno un altro aumento di tassazione rispetto al 2013 per effetto di tre fattori

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