Nell’ipotesi che il prodotto riesca ad arrivare sugli scaffali dei nostri supermercati, i consumatori potrebbero dover attendersi rincari anche del 20% sul prezzo di mercato.

La causa sta nel cambiamento climatico in atto, e nell’utilizzo di pesticidi, che hanno inficiato sulla produzione annuale con un calo di duemila tonnellate su tre.

Il miele di Acacia potrebbe aumentare da 7 a 9 euro a barattolo, mentre la qualitàAgrumi e Millefiori dai 4 ai 5,50-6 euro a barattolo.

Ad aggravare la situazione, potrebbero arrivare frodi sul prodotto comunitario da parte di Paesi extraeuropei che potrebbero trasformare il miele, inficiando sulle sue proprietà organolettiche.

L’appello degli apicoltori è rivolto al Ministero per le politiche agricole, il quale in risposta annuncia un reinvestimento nel progetto “Beenet”, collocando 680 mila euro dal fondo nazionale per le attività di controllo contro le frodi, ma anche supporto alla commercializzazione e all’informazione verso i consumatori. Ben poca cosa, che difficilmente servirà a risollevare un settore in grossa crisi.

Sicuramente non basta affrontare il problema sotto il profilo economico, ma in primis deve essere dato risalto a politiche ambientali efficaci, poiché da queste ultime dipende lo stato di salute degli alveari.

Oggi in Italia si contano 42.650 apicoltori registrati all’anagrafe,  e 1,5 milioni di alveari

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *