Ecco l’analisi dell’Istat sul commercio al dettaglio: se si eccettuano i farmaceutici (+2 per cento) e i prodotti di gioiellerie e orologerie (+0,2), il calo rispetto allo scorso anno colpisce tutti. Ma è pericolosamente significativo che quello maggiore riguardi i prodotti alimentari (-1,8 per cento), che segue in ordine di classifica le flessioni dei settori calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-3,2 per cento) e quelli relativi a giochi, sport e campeggio. In decisa contrazione si presentano abbigliamento e pellicceria (-2,4 per cento), seguite di poco  dalle dotazioni per informatica, telecomunicazioni e telefonia che registrano una flessione del 2,2. I cali delle vendite a dettaglio a maggio colpiscono tutte le tipologie di negozio, compresi gli hard discount i cui prezzzi sono addirittura superconcorrenziali. L’Istat ha osservato che nel confronto con maggio 2015 il valore delle vendite al dettaglio è diminuito sia nelle imprese della grande distribuzione (-1,7 per cento), sia in quelle operanti su piccole superfici (-1). Nei piccoli negozi ci sono diminuzioni del 3,2 per cento per i prodotti alimentari e dello 0,4 per quelli non alimentari. Nella grande distribuzione, invece il valore delle vendite segna una variazione tendenziale negativa dell’1,3 per cento per i prodotti alimentari e del 2,4 per quelli non alimentari. In particolare, per gli esercizi non specializzati a prevalenza alimentare, le vendite diminuiscono in tutte le tipologie distributive: ipermercati (-2,5 per cento), supermercati (-1,4) e discount (-0,2).

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