A  Palazzo Chigi il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha ricevuto il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella, per un incontro informale durante il quale fare il punto sui problemi più urgenti all’ordine del giorno.
“E’ stato molto importante – spiega Centrella – aver avuto un’ulteriore, positiva conferma dell’attenzione che il Presidente del Consiglio riserva al mondo del lavoro e dell’impresa, grande piccola e media, e alle relazioni con le parti sociali. L’intenzione espressa da Letta è quella di voler mettere in campo azioni immediate e concrete per risolvere una delle questioni che sta più a cuore al Presidente ovvero la disoccupazione giovanile, alla quale da parte nostra va però accompagnata una identica soluzione per le donne e per gli over 50 che restano senza lavoro e non riescono più a trovarlo. Sono i padri e le madri, insieme agli anziani, il vero ammortizzatore sociale dei giovani disoccupati, quindi dobbiamo preservare questo legame di solidarietà nelle famiglie, dando sostegno a quante e a quanti con i loro sacrifici hanno evitato che la crisi deflagrasse e che la società si disgregasse”. In materia di relazioni tra governo, mondo de lavoro e dell’impresa Centrella ha potuto sottolineare e condividere con il premier “la centralità della coesione e della fattiva collaborazione tra istituzioni e società civile affinché, remando tutti dalla stessa parte, si possa superare uno dei momenti più difficili della nostra storia e, allo stesso tempo, attenuare con i fatti e con il dialogo quel malcontento che rischia di esprimersi in forme non facilmente gestibili”.
“Altri provvedimenti riguardanti la questione degli esodati, tra i quali abbiamo chiesto di considerare i lavoratori esposti all’amianto, e in generale relativi all’economia – conclude Centrella – sono al centro dell’attenzione dell’esecutivo. Ci auguriamo quindi che nel mese di giugno si possa concentrare l’attenzione su ciò che veramente conta e che può portare benessere a lavoratori, pensionati e famiglie, piuttosto che su questioni politiche e istituzionali che al momento non possono aiutare le condizioni di vita di quella parte della popolazione, la più numerosa, maggiormente sofferente”.