Il Messico è sulla via di diventare la nuova Cina? Negli ultimi anni il Paese nordamericano si è profilato come uno dei siti di produzione più importanti dell’industria automobilistica. Nel 2012 i principali partiti politici hanno stretto inoltre il “Patto per il Messico“. L’obiettivo è superare ostacoli che storicamente fanno del Messico un Paese dalle grandi potenzialità ma sostanzialmente “bloccato”. Lo scorso dicembre è stata approvata la più importante delle riforme, quella che ha spazzato il monopolio statale sulle risorse energetiche che vigeva dal 1938. La misura aprirà alle imprese private i giacimenti off shore che la mano pubblica non era in grado di sfruttare e che potrebbero contenere le più grandi riserve di idrocarburi inesplorate del pianeta dopo quella dell’Artico. Il governo messicano ha anche l’intenzione di investire significativamente nell’infastruttura e di riformare il fisco. Ciò apre molte opportunità per gli investitori stranieri. L’aumento dei salari in Cina e la relativa debolezza del peso hanno fatto già crescere fortemente l’attrattività del Messico come sede produttiva. Le riforme dovrebbero attrarre ulteriori capitali. Molti esperti prevedono che proprio l’apertura del settore energetico farà in modo che i costi di produzione resteranno bassi.
Il positivo andamento dell’economia messicana degli ultimi anni è stato strettamente collegato all’industria automobilistica degli USA. Dal 2010 le vendite di automobili sono tornate a crescere sul mercato statunitense. Oltre ai bassi costi di produzione il Messico beneficia della sua prossimità geografica al grande vicino. Lo scorso luglio BMW ha annunciato che costruirà un nuovo impianto vicino alla città messicana di San Luis Potosí indicando che le Americhe sono tra i più importanti mercati di crescita. Nuove fabbriche per l’industria aerospaziale, per i materiali da costruzione e per l’elettronica di consumo mostrano che il Messico si sta sempre più affermando come uno dei più ambiti luoghi di produzione. Grazie ad alcuni accordi internazionali di libero scambio si è ridotta negli ultimi due decenni anche la dipendenza dagli USA.