In teoria sono studenti impegnati in stage di formazione in società informatiche. In realtà sono lavoratori forzati, obbligati a turni massacranti. E per chi rifiuta, niente diploma.

La denuncia arriva dopo un’inchiesta di giornalisti indipendenti danesi e del centro di ricerca Danwatch, presentata oggi, con il titolo “Servi dei server”, da GoodElectronics, un network internazionale che ha come obiettivo la sostenibilità nell’industria elettronica.
Il rapporo denuncia in particolare le condizioni di lavoro nella fabbrica del produttore taiwanese Wistron a Zhongshan, nella Cina meridionale, dove vengono realizzati server per Hp, Dell e Lenovo, i marchi più usati dalle università europee.
Dopo la denuncia dei media danesi, Hp e Dell hanno riconosciuto diverse violazioni, e hanno temporaneamente sospeso l’uso di stagisti nelle loro linee produttive nella fabbrica incriminata.
Che non è tuttavia un caso isolato. Centinaia di studenti cinesi sono forzati in falsi stage della durata dai tre ai cinque mesi, con turni di 10-12 ore al giorno, sei giorni alla settimana, per periodi fino a cinque mesi, con l’obbligo di fare straordinari e turni di notte. E se gli studenti rifiutano di completare gli stage, viene loro negata la possibilità di ottenere il diploma. Secondo la denuncia, si tratta di vero e proprio lavoro forzato, e di una palese violazione della legge cinese sul lavoro e della convenzione dell’Ilo (International labour organisation) sul lavoro forzato.

Il report cita la testimonianza di uno studente di contabilità, Xu Min, di 19 anni, costretto a fare uno stage nella fabbrica di Wistron: “Stiamo in piedi tutto il giorno alla catena di montaggio, facendo la stessa cosa in continuazione. Questo non ha niente a che fare con la mia istruzione. Nessuno di noi vuole stare lì. Siamo tutti depressi ma non abbiamo scelta perché la scuola ci ha detto che se ci rifiutiamo non otterremo il diploma”.

Nel 2015 le università e i centri di formazione dell’Europa occidentale hanno speso 4,27 miliardi di euro per hardware, software e servizi It, di cui 461,38 milioni solo per i server. Hp è leader di mercato in questo settore con una quota del 28%, mentre Dell controlla il 13% e Lenovo l’11%.

“Il problema del lavoro forzato degli studenti nell’industria elettronica è molto diffuso in Cina, Tailandia e Filippine”, sottolinea Pauline Overeem, del network GoodElectronics. “Il caso della fabbrica di Wistron non è isolato. Che Hp e Dell abbiano preso seriamente questi segnali è una bella notizia, ma è ormai tempo che i marchi e i produttori agiscano con decisione per assicurare condizioni di lavoro decenti, senza nessuna forma di lavoro forzato, nelle loro catene di fornitura”.

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