I gioielli del gusto italiano fanno sempre più gola. «Con la vendita della pasta Garofalo agli spagnoli, supera i 10 miliardi il valore dei marchi storici dell’agroalimentare italiano passati in mani straniere dall’inizio della crisi», calcola il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo. «Siamo di fronte – aggiunge – ad un’escalation della presenza spagnola in Italia con il passaggio del 25% di Riso Scotti nelle mani della stessa multinazionale iberica Ebro Food, dopo che il Gruppo Agroalimen di Barcellona era salito al 75% in Star e già nel 2011 la Fiorucci salumi era stata acquisita da Campofrio Food Holding. L’operazione Garofalo – ricorda Coldiretti – segue da vicino l’acquisizione della Bertolli da parte del fondo statunitense Cvc Capital Partners, che lo ha strappato al gruppo spagnolo Sos dopo che era già stato venduto ad Unilever».  Il produttore di Gargano ha annunciato un accordo preliminare con la multinazionale, quotata alla Borsa di Madrid: l’investimento complessivo sfiora i 62 milioni di euro, e c’è un mese di tempo per chiudere l’accordo in ogni dettaglio. «Non si tratta di un pezzo di Italia che se ne va», dice l’ad Massimo Menna, la cui famiglia, fino ad oggi, ha controllato il pastificio, «perché l’azienda e sana e forte e questo l’ha messa nella posizione ottimale per cogliere la migliore opportunità di crescita».

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