Dalla Camera, promosso con 319 sì, è arrivato ieri l’ok definitivo a oltre un centinaio di nuove norme, arricchite e ritoccate in Parlamento. Nel decreto sono previste semplificazioni allo smaltimento dell’arretrato della giustizia civile, il taglio ai compensi dei manager pubblici, il fascicolo sanitario elettronico, la riforma di Equitalia, gli sconti sulle multe pagate subito, la spending review ‘permanente’, la sicurezza delle scuole, le risorse per le infrastrutture subito cantierabili, il divieto di pignorare la prima casa, il wi-fi libero e il sostegno alle Pmi

 

Enrico Letta, presidente del consiglio, ha detto che il decreto del “Fare” rappresenta un «passo importante nello sforzo del governo di far ripartire la politica industriale del Paese». Soddisfatti i ministri: per Dario Franceschini (Rapporti con il Parlamento) «il provvedimento migliora e semplifica la vita degli italiani e mette in campo misure concrete per il rilancio dell’economia e dell’occupazione».  Soddisfatta anche Maria Chiara Carrozza, ministro dell’Istruzione, per lo stanziamento di 450 milioni destinati all’edilizia scolastica: «Il primo segnale di una inversione di rotta che mette l’istruzione al centro dell’agenda del governo».

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