Il debito pubblico italiano sfonda quota 2mila miliardi e a ottobre si attesta a 2.014 miliardi, in valore assoluto il livello più alto di sempre. È quanto emerge dal supplemento «Finanza pubblica» al bollettino statistico della Banca d’Italia.
Le entrate tributarie dei primi 10 mesi dell’anno segnano un incremento del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2011. Nel solo mese di ottobre le entrate tributarie sono ammontate a 29,6 miliardi, contro i 22,5 miliardi del mese precedente.
A preoccupare è la corsa, finora inarrestabile, del debito, che continua a crescere nonostante le entrate siano in progressivo miglioramento. Sempre secondo i dati di via Nazionale, a ottobre le entrate tributarie sono ammontate a 29,6 miliardi contro i 22,5 miliardi del mese precedente. E nei primi dieci mesi del 2012 hanno registrato un aumento del 2,9% sul corrispondente periodo del 2011.
Intanto, il Tesoro conferma il dato di ottobre del fabbisogno a 13,041 miliardi di euro, in linea con la stima diffusa il mese scorso. Le entrate sono state pari a 35,888 mld di euro mentre le spese sono state pari a 48,929 mld, di 2,264 mld per interessi.
I dati sul debito pubblico «non possono che destare un’enorme preoccupazione : nonostante l’aumento record della pressione fiscale e la conseguente crescita delle entrate tributarie, il rosso dello Stato continua ad espandersi, superando la soglia, non solo psicologica, dei 2000 miliardi di euro». Alla fine di un anno di austerità ci troviamo stretti tra un sempre più sensibile impoverimento delle famiglie e un debito sempre più alto. Si sta innescando una spirale di declino per l’intero Paese, da evitare assolutamente. La domanda che il normale cittadino si pone : a cosa sono valsi i duri sacrificidi questi mesi ?  Che abbia ragione il premio Nobel dell’economia Paul Krugman ?

 

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