I prezzi della benzina ricominciano a salire e questa volta a dispiacersi non ci sono solo gli automobilisti, ma anche lo Stato. A differenza infatti di qualche tempo fa , quando grazie all’effetto del pesante aumento delle accise, seppur a fronte di consumi in calo, l’erario poteva festeggiare aumenti cospicui del gettito, ora invece le conseguenze sono di tutt’altro segno. A far aumentare il costo dei carburanti in questo periodo è stato soprattutto il prezzo della benzina, che sui mercati internazionali, per ragioni legate alla sua raffinazione, nelle due ultime settimane ha subito un costante incremento. Un’impennata che comunque  sembra essersi momentaneamente attenuata. In tutta questa girandola di aumenti a rimetterci, per una volta, non sono solo gli automobilisti ma anche il fisco italiano. Evidentemente la corda delle accise è stata tirata fino a spezzarsi , e la conferma arriva dal gettito che l’erario ha raccolto nel mese di dicembre, che è risultato in calo ben del 7,6 % rispetto al mese precedente. Qualcuno ha anche scomodato le teorie economiche, ma la realtà è molto semplice: il  calo del gettito nasce da una tassazione eccessivamente elevata.E in effetti tra elevato costo della benzina,aumento dei pedaggi autostradali e rincari delle polizze assicurative, gli italiani sembrano aver deciso di utilizzare sempre meno l’automobile. A questo proposito infatti nel 2012, i consumi di benzina e di gasolio, in Italia, sarebbero calati del 10,5%. E oggi a rimetterci, per una volta, sono anche le casse del fisco con timori che ora sono tutti rivolti al 2013, visto che se dovesse continuare il trend attuale alla fine dell’anno prossimo potrebbero mancare all’appello dell’erario ben 2,6 miliardi di euro.

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