I concessionari delle slot machine avrebbero versato complessivamente poco meno di 100 milioni di euro della seconda rata da 300 milioni– in scadenza alla fine di ottobre – prevista dalla legge di Stabilità 2015, che avrebbe dovuto portare nelle casse dello Stato mezzo miliardo di euro.

Solo alcuni dei 13 operatori hanno versato per intero le somme, secondo notizie e stime raccolte da Agipronews nel settore, mentre quasi tutti hanno deciso di pagare solo la parte raccolta effettivamente nella filiera, segnalando le eventuali inadempienze degli altri operatori – gestori di slot ed esercenti – che hanno rifiutato di rinegoziare la riduzione degli aggi prevista dal governo Renzi. I 100 milioni pagati per la seconda rata vanno ad aggiungersi ai 200 versati per intero dal settore degli apparecchi a fine aprile. Il totale, pari a circa 300 milioni, resta comunque sensibilmente inferiore ai 500 milioni l’anno chiesti dal Governo per il triennio 2015-2016-2017, ma soprattutto lascia ancora aperta per le scadenze future la questione della divisione delle somme a carico delle tre categorie interessate: concessionari di rete, gestori ed esercenti.

 UN BUCO DA 160 MILIONI – “Mancano 160 milioni di euro”, conferma il Direttore dei Giochi dell’Agenzia dei Monopoli al fattoquotidiano.it. “Ovviamente cercheremo di recuperare quei soldi, almeno una parte, non ci sono scuse all’evasione, ma c’è da dire pure che quella norma che introduceva i 500 milioni di tassa non era proprio un esempio di nitidezza, meglio sarebbe stato il governo avesse aumentato già allora il prelievo unico erariale”.

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