Cresce l’interesse dei cinesi per l’Italia. La Banca popolare cinese, secondo la Consob, detiene ormai il 2% di Eni ed Enel. Si tratta di quote del valore di due miliardi di euro, che rendono i cinesi il secondo principale azionista dei due principali gruppi energetici italiani. E Scaroni e Conti, i due attuali ad, che sono già in carica al terzo mandato, da quando li nomino’ l’allora ministro del Tesoro, Tremonti con Berlusconi presidente del Consiglio, sperano molto nell’aiuto degli amici cinesi ed anche loro vorrebbero vedere i due con gli occhi a mandorla ancora al timone dei comando per altri quattro anni. Ma Matteo Renzi ha già mandato più di un segnale contro tutti “i mandarini”, da non intendersi gli orientali ma quelli troppo usati. Matteo con le nomine di primavera vuole portare anche una “rivoluzione di primavera” e le varie sollecitazioni dirette od indirette non sembrano, almeno al omento, smuoverlo. Via vecchie incrostazioni, aria nuova, anche con qualche donna manager ad alto livello. Questa l’idea del premier, che ha già deciso per alcuni posti chiave.