Oggi 22 Aprile, termine fissato per l’asta della Richard Ginori, è stato il gruppo Gucci ad aggiudicarsi provvisoriamente la storica azienda delle porcellane di Sesto Fiorentino dichiarata fallita dal tribunale di Firenze lo scorso 7 gennaio. L’offerta di Gucci, che aveva dato il via alla nuova asta (una prima era andata deserta il 19 marzo), prevede un prezzo di 13 milioni di euro e la riassunzione di 230 lavoratori su 304.  Il giudice delegato del tribunale fallimentare di Firenze, Isabella Mariani, ha aperto l’unica busta pervenuta alla scadenza e letto l’offerta in presenza del curatore fallimentare Andrea Spignoli, dei legali della società GRG del gruppo Gucci, dei rappresentanti dei creditori e, soprattutto, di una nutrita delegazione di lavoratori di Richard Ginori. Domani a Milano il vertice della maison presenterà nel dettaglio l’operazione.  Fin qui Gucci, che ha presentato la sua prima offerta irrevocabile lo scorso 26 marzo, ha dichiarato di voler tutelare e rilanciare un marchio storico come quello Richard Ginori, indicando una prospettiva industriale di medio-lungo termine. Il piano industriale di massima allegato all’offerta presentata prevederebbe un’estensione della gamma di prodotto nel settore del tableware, con l’impegno a investire «sostanziali risorse» per sostenere i piani produttivi, e «sostenere i valori del Made in Italy attraverso la valorizzazione, formazione e mantenimento delle risorse umane qualificate in Italia».

 

 

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