Secondo l’Agenzia europea per l’ambiente i cambiamenti tecnologici ed economici in grado di realizzare gli obiettivi della “green economy” in Europa vanno a rilento. Tale processo richiede infatti cambiamenti ampi e profondi nell’economia e nella società affinché si creino nuove opportunità. Per accelerare, è necessario realizzare una corrispondenza tra le dinamiche dell’economia reale e le politiche pubbliche.
La nuova indagine dell’Aea – Resource-efficient green economy and EU policies –  che analizza un’ampia gamma di politiche pubbliche in grado di generare effetti positivi sia ambientali che economici. Secondo gli autori del report, l’Europa potrebbe creare posti di lavoro e spingere l’innovazione utilizzando le risorse in modo molto più efficiente. Anche se le principali economie europee sembrano essere ormai ben avviate a realizzare il passaggio verso la green economy, resta ancora molto da fare per incrementare l’efficienza nel modo in cui ad oggi vengono utilizzate le risorse materiali.  Una delle leve per migliorare l’uso delle risorse potrebbe essere quello di ridurre le tasse sul lavoro e sul reddito, e tassare invece di più lo spreco o l’uso poco razionale delle risorse e l’inquinamento ambientale. Le tasse di natura “ambientale” potrebbero incoraggiare la creazione di posti di lavoro ma sono sottoutilizzate nell’Unione europea: nel 2012 rappresntavano soltanto il 2,4% del Pil.  Una legislazione ambientale rigorosa potrebbe inoltre dare all’Unione europea un vantaggio competitivo. Già oggi infatti le altre regioni del mondo che vogliono vendere i loro prodotti nell’Unione stanno gradualmente adottando le nome europee per quanto riguarda ad esempio gli standard sulle emissioni inquinanti dei veicoli o dei controlli chimici. In termini di crescita economica, l’Unione europea sta perseguendo l’obiettivo di incrementare la percentuale del settore industriale al 20% del Prodotto interno lordo entro il 2020 a partire dal 15,1% del 2013. Secondo il report, se da un lato tale obiettivo potrebbe condurre a un incremento dell’emissioni inquinanti e allo spreco di risorse, dall’altro, se portato avanti in modo coerente con le priorità ambientali della Ue, potrebbe costituire un’opportunità per spingere l’innovazione in settori come quello delle energie rinnovabili.

( tratto da www.lamiafinanza.it di lunedì 21/07/2014 Anno 3° n.202 )

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