Gli italiani vogliono essere imprenditori di se stessi. Il 69% ha un atteggiamento positivo nei confronti dell’autoimprenditorialità, un dato in calo rispetto al 2012, diretta conseguenza del perdurare della crisi, ma in linea con la media europea. E’ quanto emerge dal rapporto Amway 2013 sull’imprenditorialità in Italia e in Europa. L’indagine, che ha coinvolto più di 26000 persone in 24 paesi è stata realizzata da Amway, azienda leader mondiale nel settore della vendita diretta, assieme a GfK Norimberga e in collaborazione conl’Università Tecnica di Monaco (TUM).Analizzando le motivazioni indicate dagli intervistati, sia in Europa che in Italia, si scopre che per il 44% è l’indipendenza dal datore di lavoro la principale spinta all’autoimprenditorialità. A seguire, in Italia, la possibilità di realizzare se stessi e le proprie idee indicata dal 40% e la migliore conciliabilità della carriera lavorativa con il tempo dedicato alla famiglia e a se stessi (23%). La possibilità di un secondo reddito, scelta dal 27% degli intervistati europei, in Italia si colloca al quarto posto seguita da il rientro nel mercato del lavoro quale alternativa alla disoccupazione scelta dal 17%. Da una analisi per fasce d’età emerge invece che sono i giovani sotto i 30 anni sono quelli che hanno un atteggiamento particolarmente positivo rispetto all’idea di diventare imprenditori di se stessi: 78% contro l’82% del 2012. Tra i giovani, è la possibilità di realizzare le proprie idee (55% nel 2013, 53% nel 2012) la principale motivazione verso un’attività in proprio mentre solo al secondo posto l’indipendenza dal datore di lavoro, che cala di parecchi punti percentuali (48% nel 2013, 62% nel 2012). Stabile al terzo posto la migliore conciliabilità del lavoro con il tempo libero (20% nel 2013, 24% nel 2012). Quasi 1 italiano su 4, infine, considera l’Italia decisamente ostile nei confronti dell’imprenditorialità mentre solo il 35% degli intervistati ritiene la nostra società favorevole all’imprenditorialità. Ciò che frena l’iniziativa imprenditoriale nel nostro paese è la paura di fallire indicata dal 91% delle persone considerata l’ostacolo maggiore anche a livello europeo ma “solo” per il 73%. In Italia ad aggravare tale paura per il 50% degli intervistati è la minaccia di una crisi economica e gli alti oneri finanziari che porterebbero alla bancarotta (38%), ostacolo in Europa è temuto di più (43%). Chiudono la classifica italiana la minaccia di disoccupazione (20%) e il timore per una delusione personale e perdita di autostima (19%).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *