Ferrero, la multinazionale della Nutella (ma non solo), non è solo un’azienda che fa dolci, ma che si dimostra anche molto ‘dolce’ nei confronti dei suoi dipendenti. Firmato, nel luglio scorso, un accordo con i sindacati destinato a fare scuola: premio di 9.200 euro in quattro anni per i circa 6 mila lavoratori. Ad annunciarlo sono state proprio le organizzazioni sindacali, naturalmente soddisfatte del lavoro fatto: “Abbiamo sottoscritto un accordo che offre ai circa 6 mila lavoratori della Ferrero Italia, oltre a un buon aumento salariale, anche la necessaria stabilità e continuità occupazionale”.

Un rinnovo ricco, insomma: “L’intesa prevede un premio variabile di 9.210 euro sul quadriennio, (2.220 nel 2019 e nel 2020, poi 2.320 nel 2021 e 2.450 nel 2022). A regime, porterà a un aumento del 14 per cento rispetto a quanto previsto dall’ultimo integrativo. Un importo una tantum di 50 euro all’anno sarà poi destinato ai lavoratori che decideranno di iscriversi ad Alifond o che già ne fanno parte, con il versamento delle somme al fondo di previdenza complementare oltre a quelle previste dal Contratto nazionale applicato”.

I sindacalisti di Fai, Flai e Uila hanno portato a casa anche altri successi dal tavolo di contrattazione: ricerca e sviluppo dei prodotti Ferrero nel mondo si consolidano nello storico stabilimento di Alba da cui, 70 anni fa, partì l’avventura di quello che oggi è un colosso dolciario a livello planetario. Verranno infatti potenziate le attività del centro di ricerche Soremartec.

Infine, c’è il capitolo altrettanto importante di ‘Persone in Ferrero’. Aumento delle mezze giornate per le visite pediatriche dei figli, per l’assistenza al coniuge e ai genitori gravemente malati, l’attivazione del part time per i genitori che tornano da lunghi periodi di astensione obbligatoria fino a quando il bambino non festeggia il quarto compleanno, inserimenti nella busta paga di un contatore per le notti in cui si è lavorato interamente. Welfare, aumenti e stabilità: meglio di così era difficile fare.

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